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    22/10/2026

Adi, arriva in Parlamento il caso Avellino

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Vincenzo Petruzziello, Giancarlo Giordano e Marco D'AcuntoAVELLINO – Arriva in Parlamento la controversa e irrisolta vicenda del ridimensionamento del sistema di cure domiciliari, operato dal novembre dell’anno scorso dall’Azienda sanitaria locale di Avellino. A farsi portavoce delle istanze degli ammalati cronici della provincia di Avellino è il deputato e consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà, Giancarlo Giordano, che il 10 marzo ha depositato un’interrogazione parlamentare, a risposta scritta, al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per sapere «come intende intervenire per verificare che anche in Irpinia siano garantiti il diritto alla salute e i livelli essenziali di assistenza».

Lunedì 17 marzo, Giordano, nel corso di una conferenza stampa presso la sala delle commissioni del Palazzo di città di Avellino, ne ha illustrato i contenuti. Nell’interrogazione, articolata in cinque punti, si legge: «Dal mese di novembre 2013 l’Asl di Avellino ha drasticamente cancellato, per buona parte dei pazienti, i servizi di assistenza domiciliare integrata, compreso il servizio di fisioterapia domiciliare; molti anziani allettati non vengono più seguiti, in quanto definiti cronici, e per tanto si coprono di piaghe da decubito per mancanza di fisioterapia; le piaghe non vengono più curate attraverso l’assistenza domiciliare integrata e quindi portano rapidamente l’ammalato all’aggravamento, a meno che non abbia possibilità economiche che gli garantiscano un servizio di tipo privato; in definitiva la regione Campania, attraverso l’Asl di Avellino, non garantisce i Livelli essenziali di assistenza previsti dalla legge 833 del 1978; gli anziani, pertanto, non hanno altra soluzione che il ricovero ospedaliero con gravi ricadute sulla spesa sanitaria e sulla loro qualità della vita».

Giordano ha poi riservato un attacco al vetriolo al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, Sergio Florio: «Deve essere rimosso dal suo incarico», ha detto senza mezzi termini, «per il bene dei cittadini e per quello del sistema sanitario della provincia di Avellino». Il duro monito, ha spiegato il parlamentare, è indirizzato al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, «l’unico che può decidere delle sorti del manager Asl», che, secondo Giordano, avrebbe «messo in discussione, con una gestione meramente ragionieristica, il futuro di un ente che dovrebbe tutelare la salute pubblica: Florio ha agito da ragioniere non attuando una politica sanitaria degna di questo nome». Quello del deputato irpino è stato «un gesto di natura politica», come egli stesso ha sostenuto, per «rafforzare la battaglia intrapresa della Cgil», quando, quattro mesi fa, s’è mobilitata al fianco degli ammalati cronici, e «soprattutto per far intendere al direttore generale dell’Asl che non vive in una condizione di solitudine che gli consente di fare ciò che vuole a questo territorio». Giordano ha espresso «soddisfazione» anche per «la dura presa di posizione dei membri del Comitato di rappresentanza dei sindaci Asl», che la settimana scorsa hanno fatto sapere che chiederanno al governatore Caldoro «un intervento risolutivo», ma ha avvertito: «Il loro sforzo deve arrivare a un esito: non si può minacciare e poi non agire. I sindaci, inoltrino al più presto una formale richiesta scritta al presidente della giunta regionale denunciando che nella provincia di Avellino si sta gestendo la sanità in maniera iniqua».

Al fianco del deputato, c’erano anche i segretari provinciali di Cgil e Funzione pubblica, Vincenzo Petruzziello e Marco D’Acunto, che hanno precisato: «Il sindacato non sta tutelando nessun posto di lavoro, ma in questa vertenza sta difendendo un diritto di cittadinanza: quello alla salute». In tema, lunedì prossimo, 24 marzo, al centro sociale «Della Porta» di Avellino, Cgil, Cisl, Uil e Ugl terranno gli «Stati generali della sanità». D’Acunto ha spiegato: «Questo è solo il primo passo di un percorso che condurrà a un’imponente mobilitazione. Auspichiamo una massiccia partecipazione dei cittadini e di tutti i sindaci dei 118 comuni della provincia».

 

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