AVELLINO – Due eccellenze nel campo della sanità privata rischiano di essere escluse dall’accreditamento istituzionale della Regione Campania, mettendo a rischio il già precario sistema sanitario della provincia di Avellino.
Clinica Malzoni. Per la struttura di viale Italia, dopo l’assemblea sindacale della scorsa settimana, è stato confermato lo stato di agitazione del personale e proclamata una giornata di sciopero per lunedì 24 marzo, quando i quasi 600 dipendenti incroceranno le braccia per 24 ore. Intanto, il Tribunale amministrativo regionale ha posticipato la data del verdetto rispetto al ricorso effettuato dai legali della «Malzoni» dopo l’ordinanza di sospensione dell’attività sanitaria emessa dall’amministrazione comunale su indicazione dell’Asl di Avellino, a causa di carenze infrastrutturali. I magistrati, che il 28 febbraio avevano già sospeso l’ordinanza comunale consentendo alla struttura di riprendere le attività, si sarebbero dovuti pronunciare il 27 marzo prossimo: in quella data non entreranno nel merito della questione, ma esprimeranno soltanto un nuovo parere sul provvedimento del Comune. La vertenza della clinica «Malzoni» ha subìto una brusca accelerazione durante una tesissima assemblea sindacale, che s’è svolta il 13 marzo negli spazi esterni della casa di cura privata di viale Italia, ad Avellino. A margine di un dibattito dai toni accesi è scaturita la decisione dello sciopero, che coinvolgerà anche i lavoratori interinali. Saranno comunque garantite tutte le turnazioni di emergenza, stilate dai rappresentanti sindacali unitari.
Il nodo da sciogliere resta quello del pagamento degli stipendi: mancano il 50% di quello di gennaio, la prima metà è stata invece versata il 26 febbraio con oltre due settimane di ritardo, e l’intera retribuzione del mese di febbraio, il cui pagamento era previsto per il 10 marzo. L’Asl di Avellino avrebbe deliberato un accredito in favore della «Malzoni» per 1 milione e 700 mila euro, ma un aggiornamento dei software gestionali della ragioneria di via degli Imbimbo avrebbe bloccato il pagamento. Solo la certezza dell’accreditamento potrebbe risollevare le sorti della casa di cura, eccellenza nel campo ginecologico e oncologico in Italia. Per ottenerlo è stato presentato all’Asl un progetto di riqualificazione che riguarderà la realizzazione di un tunnel di collegamento tra l’edificio che ospita gli uffici amministrativi e quello della clinica, oltre alla bonifica del terzo piano, sempre della clinica. Inoltre, i posti letto accreditati saranno ridotti da 175 a 160.
Villa dei Pini. Anche qui i sindacati hanno prorogato lo stato di agitazione del personale e hanno chiesto l’intervento dei sub commissari regionali alla sanità, Mario Morlacco ed Ettore Cinque, interessando della vertenza il vice prefetto di Avellino, Ester Fedullo durante u incontro avvenuto il 18 marzo. Presso il Palazzo territoriale del governo, i delegati di Cgil, Marco D’Acunto, Cisl, Gerardo Capone, Uil, Antonio Spagnuolo, e Ugl, Stefano Caruso, hanno esposto la preoccupante condizione che interessa da alcuni mesi la casa di cura privata di contrada Pennini, ad Avellino. D’Acunto ha spiegato: «È un periodo di forte incertezza a causa della cattiva gestione che l’Asl di Avellino sta attuando in questo ramo dell’assistenza sanitaria: molti possibili pazienti della Villa dei Pini sono stati, e continuano a essere, dirottati in strutture pubbliche fuori regione, in alcuni casi nemmeno specializzate nelle cure psichiatriche. Ciò sta aggravando la già precaria situazione finanziaria della clinica e inoltre si ripercuote negativamente anche sulle casse della stessa Asl: ancora una volta le scelte della direzione generale lasciano perplessi».
Il sindacalista ha poi parlato anche della riconversione che interesserà la struttura sanitaria: «A fine ottobre scadrà l’accreditamento provvisorio che la Regione ha concesso alla Villa dei pini, entro quella data dovrà essere presentato un piano di riconversione rispetto al quale palazzo Santa Lucia non ha dato alcuna indicazione». Anche per la «Villa dei pini», la priorità è relativa al pagamento degli stipendi. Il direttore amministrativo della clinica specializzata in attività neuropsichiatrica, Alfonso Della Sala, avrebbe assicurato che il saldo dello stipendio di febbraio, pari al 20% del totale, sarà erogato a tutti i dipendenti entro lunedì prossimo, mentre il pagamento del mese di marzo avverrà entro il 10 aprile. Una buona notizia accolta però con moderata soddisfazione dai Rappresentanti sindacali aziendali di Cgil, Csil, Uil e Ugl. Anna Leone della Cgil ha commentato: «Si tratta di un primo passo in avanti, ma regna ancora l’incertezza rispetto al nostro futuro».




