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    20/04/2024

Lucio Dalla indimenticabile, al teatro Gesualdo grandi emozioni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_lucio_dalla.jpgAVELLINO – È  quella di Lucio Dalla una scomparsa che ti lascia il segno perché senti, al di là dei gusti musicali di ognuno, di aver perso un amico, uno che ha condiviso con te un’epoca, una società, che ha accompagnato una generazione, anzi più d’una generazione. La tristezza per la sua improvvisa scomparsa ci richiama alla memoria quel senso di vuoto e di inquietudine che in molti provarono già in un’altra occasione, quando si seppe della morte di Massimo Troisi. È come quando se ne va una persona cara, uno che vive con te, che ti accompagna con i suoi ragionamenti, le sue parole, i suoi messaggi, la sua generosità, la sua umanità.

La musica di Dalla e le sue canzoni – a cominciare da quel dirompente Paff bum del lontano 1966 fino alle immortali Caro amico ti scrivo o L’anno che verrà (impossibile ricordarle tutte), per non dire di Caruso, quella che, a giudizio di molti, è da considerarsi il suo capolavoro –  hanno superato barriere e steccati, spesso ispirati a falsi pregiudizi, facendo di lui uno degli artisti e dei cantautori più amati dal pubblico italiano, con riconoscimenti unanimi in campo internazionale.

Questo perché fu sicuramente un innovatore, un genialoide apparentemente stravagante, ma con una grande capacità di trasmettere, attraverso i suoi testi e la sua musica ispirati da una vena poetica corposa e creativa e da una mai interrotta ricerca della verità e della spiritualità, valori che andavano al di là di ciò che comunemente ricade nella categoria di “leggero” .

Forte il suo legame con il Sud, con la Campania, in particolare con Napoli e Sorrento – di cui la sua Caruso resta un simbolo – ma anche con l’Irpinia dove è venuto più volte (ricordiamo, tra le altre, le tappe al teatro Gesualdo di Avellino, quella del dicembre 2007 con lo spettacolo Il contrario di me e quella del marzo dell’anno scorso con il concerto-evento Work in progress insieme con Francesco De Gregori).

“Piaceva alla gente perché comunicava emozioni e spontaneità, ha dichiarato Luca Cipriano, presidente dell’Istituzione teatro Carlo Gesualdo. Con la scomparsa di Lucio Dalla, compositore, autore, artista innovativo e raffinato, più volte ospite del nostro teatro, se ne va un protagonista assoluto della musica italiana e internazionale. Le sue canzoni sono patrimonio e memoria storica per fan di molte generazioni”.

 

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