AVELLINO – È terminata alle 18.00 di questo pomeriggio l’attività di prostituzione di quattro donne straniere, tre colombiane ed una spagnola, di età comprese tra i 45 ed i 32 anni, che, arrivate in città da appena una settimana, erano già riuscite ad avviare in un appartamento di via Tagliamento, una delle strade più popolose di Avellino, un redditizio esercizio di meretricio che fruttava lauti incassi giornalieri che si aggiravano sui due, tremila euro.
A far scattare le indagini del nucleo radiomobile della compagnia di carabinieri di Avellino sono state le lamentale di alcuni condomini dello stabile, peraltro con puntuali riscontri negli annunci online sul famoso sito eBakeka. È stato così che, sin dal pomeriggio di ieri, i militari dell’Arma hanno disposto un servizio di osservazione e controllo in abiti borghesi nei pressi dell’abitazione. Nel corso del servizio sono state effettivamente notate delle persone, esclusivamente di sesso maschile, che facevano - a turno - ingresso all’interno della palazzina, fermandosi dinanzi al portone per telefonare e farsi spiegare l’appartamento cui citofonare. Una volta usciti, questi uomini sono stati subito fermati e sentiti dai carabinieri che hanno così potuto accertare che in quell’appartamento si stesse effettivamente consumando un’attività di meretricio. Tutti i clienti fermati, infatti, descrivevano la stessa dinamica: avevano avuto modo di conoscere dell’esistenza di quella casa d’appuntamento grazie ad un’inserzione su internet, avevano poi contattato il numero telefonico fornito nell’annuncio, numero al quale rispondeva una delle donne presenti nell’alcova con la quale ci si metteva d’accordo sul prezzo, sull’ora e sul luogo dell’appuntamento. Una volta fatto accesso nell’appartamento, il cliente doveva dare un pagamento anticipato tra i 50 e i 100 euro a seconda della prestazione e della prostituta scelta, prima d’iniziare l’attività di meretricio.
Di fronte alle ripetute conferme avute dai clienti nell’arco dell’intero pomeriggio, verso le ore 18.00 gli uomini dell’Arma hanno deciso di fare ingresso all’interno dell’abitazione incontrando, però, non poche difficoltà. Le donne, infatti, alla vista dei carabinieri, si sono barricate all’interno dell’appartamento, con la ferma intenzione di non aprire. Solo una lunga mediazione e l’evidenza che, nel caso non avessero aperto, si sarebbe dovuto procedere a sfondare la porta, hanno convinto la più avanti negli anni, la 45enne di nazionalità spagnola, ad aprire la porta blindata d’ingresso. Dopo l’identificazione delle quattro donne, tutte regolari sul territorio nazionale e senza una fissa dimora in Italia, si è proceduto alla perquisizione dell’appartamento: qui è stato rinvenuto, oltre ad un certo quantitativo di profilattici e ad alcuni telefoni cellulari su cui i clienti contattavano le donne, denaro contante per ben 2.000 euro costituente il provento delle varie prestazioni sessuali effettuate nel solo pomeriggio di oggi.
Tutte e quattro le donne sono prima state condotte in caserma per essere interrogate, poi rilasciate con una denuncia penale per il reato previsto dall’articolo 3 della legge n.75 del 20 febbraio 1958 concernente la conduzione e l’esercizio di una casa di prostituzione. Sottoposta a sequestro l'abitazione. I risultati dell’operazione passano ora al vaglio della Procura della Repubblica di Avellino con il coordinamento del Procuratore Angelo Di Popolo che si avvarrà della collaborazione del sostituto procuratore di turno, Maria Luisa Buono.




