SOLOFRA – Smantellata nel Solofrano un’organizzazione criminale dedita all’usura e all’estorsione: arrestate tre persone, due fratelli solofrani di 40 e 46 anni ed un 34enne di Montoro Superiore. Ad eseguire alle prime luci dell’alba di oggi le tre ordinanze di misura cautelare emesse dal Gip presso il tribunale di Avellino, Giovan Francesco Fiore, su richiesta del procuratore capo della Repubblica di Avellino Angelo Di Popolo e del sostituto procuratore titolare del fascicolo Adriano Del Bene, sono stati gli uomini dell’Arma del comando provinciale di Avellino.
L’attività di indagine, condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avellino e della stazione di Solofra, con l’ausilio di quelli della stazione di Montoro Superiore, ha preso il via a seguito degli incendi occorsi ai danni delle autovetture di due noti imprenditori conciari solofrani avvenuti entrambi a Solofra tra la fine di dicembre del 2010 e l’inizio del mese di gennaio dell’anno successivo. I personaggi tratti in arresto erano già noti ai carabinieri che, percorrendo il solco di una precedente indagine per l’attentato incendiario alla conceria Manu srl, avvenuto il 9 novembre del 2011 e conclusasi con lo smantellamento di un’organizzazione criminale tesa ad imporre un cartello sotto il nome di consorzio New Skin, per oltre un anno hanno condotto un’articolata attività investigativa: gli incendi avvenuti ai danni delle autovetture dei due imprenditori (uno dei quali è ancora una volta la titolare della conceria incendiata Manu srl) non sono altro che la prosecuzione dell’attività criminale precedente tanto che ai 3 arrestati sono stati contestati i reati di usura, estorsione e danneggiamento seguìto da incendio, per di più con recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale. Per i mandanti, vale a dire i due fratelli solofrani, uno dei quali già condannato per la precedente vicenda, è stata disposta la custodia cautelare in carcere (anche se l’autore dell’attentato incendiario del 2009 è già ristretto a Bellizzi Irpino proprio per espiare la condanna per quel delitto), mentre al terzo arrestato, il 34enne montorese, considerato l’esecutore materiale, sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino che, al termine dell’operazione, non ha mancato di esprimere il proprio apprezzamento per l’elevato livello investigativo messi in campo dagli uomini dell’Arma, hanno permesso di accertare come i tre arrestati, in concorso tra loro e al chiaro fine di procurarsi un ingiusto profitto, avessero esercitato varie pressioni sulle due vittime, per costringere il primo a restituire una pretesa somma di ben 150.000 euro derivante da una precedente attività di usura risalente addirittura al 2004 e la seconda a sottoscrivere una (falsa) dichiarazione di avvenuto risarcimento del danno patito a seguito dell’attentato incendiario dell’opificio, con il quale l’arrestato avrebbe potuto dimostrare alla magistratura di aver pagato il proprio debito con la giustizia.




