CHIUSANO SAN DOMENICO – Il comando provinciale dei carabinieri di Avellino, in linea con le direttive del prefetto, Franca Fico, negli ultimi giorni ha ulteriormente rafforzato i servizi di controllo del territorio con particolare attenzione al centro e alla periferia del capoluogo. Le attività, condotte sia nelle ore diurne che notturne, mirano a prevenire i reati e garantire un pronto intervento in caso di necessità.
In tale contesto prosegue senza sosta l’offensiva dei militari dell’Arma contro il preoccupante fenomeno dell’alterazione dei documenti di riconoscimento. Dopo gli arresti dei giorni scorsi effettuati a Montoro, Solofra e nello stesso Comune di Chiusano di San Domenico, nel corso della decorsa notte la locale stazione carabinieri ha tratto in arresto in flagranza di reato un 20enne dell’hinterland avellinese per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.
Fermato per un controllo alla circolazione stradale, il giovane ha esibito ai militari la propria carta d’identità elettronica, valida per l’espatrio che, da un’attenta verifica, come nei casi precedenti, è risultata palesemente manomessa poiché il microchip integrato era stato asportato meccanicamente.
I sospetti degli operanti hanno spinto ad approfondire i controlli con una perquisizione che ha permesso di rinvenire due grossi coltelli, di cui uno a serramanico, ben occultati all’interno dell’autovettura di cui non è stato in grado di fornire alcuna valida giustificazione in merito al porto. Il documento alterato e i coltelli sono stati immediatamente sottoposti a sequestro penale.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino, l’arrestato è stato tradotto presso il proprio domicilio e sottoposto al regime degli arresti domiciliari.
A seguito di quest’ennesima operazione l’Arma rinnova il comunicato di avviso alla cittadinanza mettendo in guardia sui rischi connessi a tali pratiche. Per riconoscere un’alterazione, è sufficiente verificare il documento controluce o al tatto: la presenza di solchi o tagli attorno alla sagoma del circuito indica una palese manomissione.
I carabinieri ribadiscono infine che circolare con una carta d’identità elettronica alterata o privata del chip espone direttamente al sequestro del documento e all’arresto in flagranza, ai sensi delle severe disposizioni introdotte nell’ordinamento con il ‘Decreto Pisanu’. Spesso, infatti, i chip estratti intatti possono essere re-innestati su supporti plastici clonati o rivenduti per generare identità parallele destinate a truffe finanziarie, all’apertura di conti bancari online o destinate a clandestini.




