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    13/05/2026

Bancarotta fraudolenta, la Gdf pone sotto sequestro i beni di Irpinia catering

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b_300_220_15593462_0___images_stories_gdf_gdf_baia_1.jpgNOLA (Napoli) – I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Nola hanno eseguito in data odierna il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip presso il Tribunale di Nola, in un procedimento a carico di Armando Manzi ed altri soggetti, fra cui componenti del suo nucleo familiare, per concorso nel delitto di bancarotta fraudolenta, con riferimento alla società "Irpinia Catering s.r.l. ", già denominata "Villa Manzi s.r.l. ", posta in liquidazione volontaria in data 7.11.2011 e dichiarata fallita dal Tribunale di Nola in data 27.11.2012.

Le attività, coordinate dal Procuratore di Nola Paolo Mancuso ed eseguite dalla Gdf, hanno permesso – si legge in un comunicato – di accertare che la società Villa Manzi srl (costituita il 12.11.2001, operante nel settore della ristorazione e in liquidazione volontaria), già amministrata da Armando Manzi e, dal 2010, da Ferdinando Franzese (già coinvolto in altri procedimenti per bancarotta), ha, dapprima, mutato denominazione (in "Irpinia catering srl") e sede sociale (trasferendosi in Avellino), poi, con delibera del 19.9.2011, ha ridotto il capitale sociale da 90.000 euro a 12.000 euro, senza però contemporaneamente estinguere i debiti, quindi ha ceduto il 10.10.2011 alla diversa società "Villa Manzi eventi" (di cui veniva mutata la denominazione in "Ristocatering srl") il ramo d'azienda, corrente in Roccarainola, contrada Cannelle (avente ad oggetto somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti) al prezzo di 90.000 euro, di cui 50.000 per avviamento e 40.000 per attrezzature. L'accordo prevedeva che la corresponsione della somma sarebbe avvenuta, successivamente alla stipula, in sei rate mensili consecutive di €.15.000 ciascuna, senza aggravio d'interessi e senza prestazione di alcuna garanzia, prezzo da ritenersi sottodimensionato rispetto al valore del ramo ceduto e, conseguentemente pregiudizievole per la fallita.

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono risultati sufficienti a ritenere sussistente una solida piattaforma indiziaria del reato di bancarotta, apparendo i descritti trasferimenti finalizzati all'unico scopo di sottrarre la compagine sociale, in realtà mai passata realmente di mano a terzi, alle azioni di recupero dei creditori della originaria Villa Manzi srl, così depauperando la stessa della parte sana e conservandole solo i debiti, mai estinti. Infatti, le società coinvolte nel trasferimento (Villa Manzi srl e Villa Manzi Eventi, oltre che Immobiliare Manzi) sono risultate amministrate, di fatto, sempre da Armando Manzi sebbene, di diritto, da soggetti diversi (Franzese sì è accollato l'amministrazione nell'imminenza del fallimento, il genero Elpidio Natale l'amministrazione della Villa Manzi Eventi, il figlio Oreste l'amministrazione della Immobiliare Manzi).

Le indagini condotte hanno permesso di accertare che l'Armando Manzi ha conservato la piena e diretta gestione dell'attività, sia prima sia dopo le cessioni accumulando, nel complessivo, un passivo (nel corso degli anni dal 2005 al 2010) passato da €.413.744,64 a €.2.292.140,38. L'operazione odierna costituisce la conclusione di una complessa indagine finalizzata a disarticolare un sistema criminale finalizzato alla commissione di plurimi reati fallimentari e un importante risultato investigativo e giudiziario nella continua opera di ripristino della legalità in un territorio fortemente inquinato dalla presenza di condotte criminali.

 

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