MIRABELLA ECLANO – Forte presa di posizione dell’Amministrazione comunale sulla vicenda della chiusura degli uffici del giudice di pace a Mirabella Eclano. Come stabilito dallo schema di decreto legislativo dell’11 dicembre 2011, che prevede la soppressione di 681 giudici di pace in tutta Italia, anche per l’ufficio di Mirabella è prevista la chiusura con il rischio di creare non poche difficoltà a tutti i Comuni del circondario e non solo alla città di Mirabella. Così, con una delibera dell’esecutivo comunale è stata pronunciata la netta contrarietà alla riforma prospettando, mediante convenzione con i Comuni del circondario, il mantenimento degli uffici, facendosi carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio, incluso il fabbisogno di personale amministrativo da mettere a disposizione dell’ufficio giudiziario, così come previsto dall’articolo 3 del citato decreto legislativo.
Gli amministratori eclanesi intendono dunque puntare alla salvezza dell’ufficio non solo per evitare un ulteriore depauperamento dei servizi, ma anche per consentire a tutti i cittadini della zona di usufruire di un presidio di giustizia senza bisogno di spostarsi, evitando così disagi e difficoltà.
Il mandamento di Mirabella Eclano è una delle sedi storiche di uffici giudiziari in quanto fin dalla fine del XVII secolo è attestata la presenza in loco di un ufficio di giustizia che continuò ad esistere anche durante il Regno delle Due Sicilie, divenendo sede di pretura fin dalla proclamazione del Regno d’Italia. Il mandamento di Mirabella Eclano, comprende i Comuni di Taurasi, Paternopoli, Sant’Angelo all’Esca, Fontanarosa, Luogosano e naturalmente Mirabella.
“È una spesa sostanzialmente sostenibile - ha sottolineato il vice sindaco Francescantonio Capone a proposito dell’ipotesi che i comuni, consorziandosi, si possano far carico delle spese per il mantenimento della struttura – considerando il fatto che tali spese sono pari a circa 25.000 euro annui, oltre gli oneri relativi al mantenimento delle tre unità di personale in carico presso l’ufficio quale dotazione minima di personale necessario per il funzionamento del servizio. A tal proposito – precisa - il personale amministrativo in servizio presso gli uffici soppressi del giudice di pace viene riassegnato in misura non inferiore al 50% alla sede di tribunale o di procura limitrofa e, nella restante parte, all’ufficio del giudice di pace presso il quale sono trasferite le relative competenze. In tal modo – conclude – nell’ipotesi del mantenimento dell’ufficio di Mirabella il 50% del personale in servizio rimarrebbe presso lo stesso Ufficio, accollandosi, pertanto, i Comuni del mandamento i costi relativi a n. 2 unità di personale”.
In sostanza si tratterebbe di concordare con i Comuni limitrofi di partecipare ai rispettivi oneri di spesa e ciò potrebbe rappresentare l’ancora per la salvezza dell’ufficio. È necessario, dunque, che anche le altre amministrazioni condividano ed assumano analoghe determinazioni, anche se potrebbe essere problematico che ciò possa realizzarsi, date le difficoltà che si trovano ad affrontare le piccole municipalità. Si tratterebbe naturalmente di una spesa proporzionale al numero degli abitanti.
Insomma per gli amministratori locali c’è il rischio concreto che tale ufficio possa essere soppresso e quindi tutti devono fare la propria parte per evitare questo. Da qui la richiesta al ministero e ai Comuni del circondario.




