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    17/08/2026

Solofra anticipa i tempi e vara l’accordo Pd-Udc

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Palazzo Orsini, sede del Comune di SolofraSOLOFRA – Con la benedizione ufficiale del leader dell’Udc, Ciriaco De Mita, che, con al seguito tutto lo stato maggiore del partito, concluderà questa sera, nella sala congressi del convento di Santa Chiara, il convegno organizzato dal movimento femminile sul tema “Le nostre idee per la rinascita di Solofra”, viene sancita nella città della concia l’alleanza Pd-Udc che ha portato prima alle dimissioni degli assessori del Partito democratico Maria Luisa Guacci e Pasquale D’Onofrio, poi al rimpasto ed all’ingresso nell’esecutivo guidato da Michele Vignola di due esponenti dell’Unione di centro, Luigi De Stefano e Pasquale Gallucci. Solofra, dunque, anticipa a livello provinciale i tempi della politica e, sulla scia di quanto già successo la scorsa settimana in Sicilia, suggella quella svolta di cui anche a livello nazionale, in vista delle prossime scadenze elettorali, i due segretari dei partiti, Bersani e Casini, si stanno facendo promotori e sostenitori.

Che si vada, comunque, in questa direzione, verso un asse Pd-Udc, anche per quanto riguarda il futuro amministrativo del capoluogo dopo le dimissioni di Galasso, lo si capisce dalle manovre da tempo in corso per la scelta del candidato che dovrà poi occupare la poltrona di primo cittadino. Su tutte le decisioni che si dovranno prendere e sulle scelte che si dovranno fare incombono, secondo i soliti bene informati delle vicende politiche nostrane, i “ragionamenti” (per ora del tutto assenti o in fase di elaborazione – tardiva – sulla questione del riordino delle Province e sulla fine che hanno fatto fare ad Avellino) ispirati dal Colle irpino, ragionamenti supinamente fatti propri da chi non aspettava altro per riprendere i fili di un dialogo con chi, calpestando la propria storia tutta contrassegnata a sinistra, non aveva esitato a schierarsi a destra con i padroni del vapore (berlusconiano).

Ritornando sul tema del rimpasto in atto a Solofra, c’è da registrare una nota dello schieramento presentato alle elezioni con il simbolo “Riamiamo Solofra”: “Questo rimpasto, avvenuto dopo solo 6 mesi dalla prima composizione della Giunta e necessario solo a soddisfare i notabili dell'UdC, sta costando ai solofrani un prezzo troppo alto. Nell'agenda del sindaco Vignola i problemi quotidiani di questa comunità vengono dopo le alchimie di palazzo e gli equilibri di potere. Solofra avrebbe almeno bisogno di condizioni politiche minime con assessori a tempo pieno e una giunta stabile. Questo centrosinistra non è in grado neppure di garantire il minimo funzionamento. Alla fine dopo sei mesi dal primo Consiglio comunale, senza nessun protagonismo sulle sfide relative alla gestione dei rifiuti, all'ambiente, all'area industriale e alla delicata vicenda delle municipalizzate, le scelte effettuate risultano modeste, tardive e nessuno comprende perché ci sono voluti tutti questi mesi per arrivare a quello che si sarebbe potuto compiere già a maggio. Insomma, la montagna ha prodotto un topolino. Non sappiamo come il sindaco e soprattutto come il Pd spiegheranno ai solofrani domani che in questi mesi hanno giocato e scherzato. Sarà difficile far capire ai nostri concittadini la vera motivazione di questa crisi che ha paralizzato per più di 6 mesi l’attività del Governo comunale e che tanti guasti ha prodotto; perché la fiducia che oggi si pone a questa Amministrazione è anche il risultato di questa non gestione che si protrae ormai da tanti mesi e che ha visto un crollo del gradimento del sindaco e della Giunta rispetto a quello che era stato il risultato elettorale (elezione vinta, si ricordi, con il 27 per cento delle preferenze)”.

 

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