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    01/02/2023

Mirabella: Comune debitore, conti in rosso

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b_300_220_15593462_0___images_stories_immagini_articoli_irpinia.jpgMIRABELLA ECLANO  –  “Indignazione per un Comune senza freni nella gestione del denaro pubblico. Un contratto di locazione d’opera per n. 7 ditte individuali (ex art. 2222 c.c.) “diventa” un disastro finanziario per il Comune. Un grave e consistente danno erariale all’Ente per la cattiva gestione del personale, da parte degli amministratori di “tutti i tempi”.
È duro l’addebito che il foglio “Voce di Aeclanum” del 20 novembre scorso, curato dal sociologo Claudio Bruno, imputa all’Amministrazione comunale di Mirabella Eclano.  Curiosità ed interesse ha destato la vicenda che si trascina da qualche anno e che vede protagonisti sette dipendenti comunali, alcuni ancora in servizio, e la civica amministrazione. Con decisione del Consiglio di Stato è stato riconosciuto ai sette  lavoratori il rapporto di pubblico impiego per tutto il periodo in cui avevano prestato servizio lavorativo con contratto di locazione d’opera.
La questione risale ai primi anni Novanta quando i lavoratori in questione furono assunti con contratti di locazione d’opera disciplinati dall’ex articolo 2222 del codice civile e agli stessi, successivamente, gli amministratori dell’epoca, con delibera di giunta, riconobbero il rapporto di lavoro dipendente pubblico. Tenendo presente la sentenza, sembrerebbe che gli stessi amministratori non avrebbero provveduto a “sanare” legislativamente l’anomalo rapporto di lavoro. Oggi, alla luce della citata sentenza e delle transizioni fra le parti, come riportato dal menzionato foglio, la somma che il Comune  dovrà scucire ammonta ad euro 463.297,00, oltre alle somme dovute per la regolarizzazione delle singole posizioni previdenziali.
Sulla base di questo accordo il Consiglio comunale, nella seduta dello scorso 16 novembre,  con la sola presenza della maggioranza, ha approvato l’atto transattivo che, tuttavia, non chiude definitivamente la questione perché lo studio legale dei ricorrenti ritiene che la somma complessiva sia di euro 652.965,58, con una differenza di 189.668,58 euro. Si è ritenuto, pertanto, al fine di risolvere la controversia di chiedere un parere pro veritate all’Ispettorato del lavoro di Avellino, che ha tuttavia specifiche competenze in materia previdenziale e non retributiva.  
Il Consiglio ha deliberato l’importo indicato nell’atto come debito fuori bilancio. In proposito la minoranza  non ha inteso partecipare alla seduta in quanto come sottolineato dal capogruppo Ugo Sorrentino, “si portava a ratifica un atto di grande impatto economico sul bilancio già deciso e definito dalla maggioranza e quindi senza possibilità di discuterlo nel merito”.
“Questa vicenda - scrive Bruno - non è “roba vecchia”, ma l’espressione continua e coordinata del medesimo modo di amministrare; nasce sì nel passato, ma è assolutamente “buona” perché attuale ed in quanto ora si rende necessario far fronte economicamente alla vergognosa questione (che, molto prima, poteva essere risolta solo con il versamento dei contributi), vincolando risorse di bilancio per gli esercizi 2011-2012-2013-2014”. Lo stesso foglio  ricorda, poi, che il Comune, dal 30 luglio 2005, paga un debito fuori bilancio di euro 236.540,00 ad un altro lavoratore per un’analoga vicenda.
A questo punto tutto è stato risolto. Sembra di no. Alcuni dipendenti comunali  pare abbiano aperto un’altra controversia. Certo, in tempi di crisi economica c’è veramente da essere indignati.                                                                                   

 

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