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    25/06/2024

Incontinenza urinaria, l’ospedale di Ariano Irpino centro di riferimento regionale

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L'ospedale Frangipane di Ariano IrpinoARIANO IRPINO – L’ospedale Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino diventa centro di riferimento regionale per il trattamento del prolasso genitale e l’incontinenza urinaria, patologie che affliggono tantissime donne.  Sarà sede, infatti, del progetto Link. Il quale, come dice la traduzione della parola inglese da cui prende il nome, vuole essere il polo di collegamento tra i centri che praticano la chirurgia uro-ginecologica e i medici specialisti (urologi e ginecologi) cui si rivolgono le pazienti. Le quali, spesso, ignorano l’esistenza di una chirurgia particolare atta a guarire definitivamente la loro malattia. Si tratta di  una chirurgia mini-invasiva, praticata in day hospital, in anestesia locale e totalmente gratuita essendo a carico del servizio sanitario nazionale.

La targa Link -che a partire dal prossimo 27 marzo sarà apposta sulla struttura ospedaliera del Tricolle - servirà ad indicare che in quel plesso ospedaliero c’è un centro specialistico cui ci si può rivolgere con fiducia: link, peraltro, ha anche il patrocinio della Federazione Italiana Incontinenti (Finco). “Nonostante la diffusione del prolasso e dell’incontinenza urinaria, che influiscono pesantemente sulla qualità della vita (con ansia, depressione, isolamento), sui rapporti sociali, sull'intesa di coppia e sulla sessualità», dice il dottor Antonio Costanza, ginecologo presso il Sant’Ottone, “solo una minoranza di donne viene operata e guarita definitivamente. Questo accade per la scarsa informazione alle pazienti da parte dello specialista ambulatoriale - ginecologo o urologo - che spesso ignora le metodiche di chirurgia pelvica che risolvono il problema e gli ospedali che le attuano, e quindi dopo aver effettuato la diagnosi si limita a prescrivere il pannolone”. “La nuova chirurgia pelvica , invece, spiega l’esperto, “si avvale  di Elevate che si basa sull’inserimento di una speciale rete in polipropilene per sostituire il supporto originario del pavimento pelvico danneggiato. Rispetto agli interventi invasivi tradizionali, spesso associati all’asportazione dell’utero  e gravati da recidive (1 donna su 5 ripresenta il problema e deve subire un altro intervento), Elevate spesso consente di non asportare l’utero quando questo è sano e perciò evita l’insorgere di problemi psicologici legati alla privazione di un organo collegato alla maternità e all’identità femminile. Presenta basso rischio di recidive  -  4% -, si  può effettuare in anestesia  spinale con una rapida ripresa. Tra le nuove tecniche per l’incontinenza urinaria – aggiunge ancora – c’è Miniarc, che consiste nell’applicazione  di  una benda in polipropilene che posta sotto l’uretra ristabilisce il suo corretto funzionamento e il ripristino della normale continenza. I vantaggi delle nuove tecniche rispetto ai vecchi interventi invasivi sono l'efficacia, la brevità degli interventi (20-30 minuti in day hospital con anestesia locale o loco regionale) e i brevi tempi di recupero con un ritorno alle normali attività entro una settimana”.

 

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