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    26/05/2024

Alta Irpinia, per i tribunali necessaria una proroga di due anni

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I tribunali di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei LombardiSANT’ANGELO DEI LOMBARDI – È in programma dopodomani alle 9.30, presso la sala convegni del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, l’annunciata manifestazione promossa dall’assemblea degli Stati generali dell’Alta Irpinia che accoglie l’appello unitario dei sindaci della zona lanciato al governo e al ministro di Grazia e Giustizia contro la chiusura dei tribunali e delle procure di Sant’Angelo dei Lombardi e di Ariano Irpino.

Invitati tutti i cittadini, oltre che la deputazione parlamentare irpina chiamata a dare una qualche risposta sulla vicenda. «Il presupposto dell’intervento normativo – si legge in una nota – è l’urgente necessità di dover ottenere un risparmio per venire incontro alle esigenze di pareggio di bilancio dello Stato. Ma le soppressioni dei due enti, invece, determinerà maggiori oneri nel bilancio dello stato degli enti locali e pericolosi ritardi nella giustizia in quanto il tribunale di Avellino non è assolutamente in grado di ospitare il personale e gli uffici giudiziari di Sant’Angelo né a livello strutturale che organizzativo. Abolire i tribunali nelle aree interne toglierebbe inoltre definitivamente ogni ulteriore possibilità di sviluppo a questi territori».

Una mobilitazione che si muove proprio nei giorni in cui il tribunale compie 150 anni, istituito con regio decreto il 25 settembre 1862. «Bisogna evitare la chiusura dei tribunali di montagna – dicono gli organizzatori – in quanto essi presidiano la civiltà e l’habitat collinare e montano». Strutture che hanno garantito finora di porre una diga alle infiltrazioni criminali sempre più forti sul territorio. La loro chiusura, prevista per settembre, toglierebbe la possibilità di accesso ai servizi a numerosi cittadini di tutta la comunità altirpina, senza pensare al problema che risulterebbe per l’economia di zona spostando diverse categorie di professionisti verso il capoluogo. La richiesta è quella di una moratoria non inferiore ai 24 mesi per valutare, nel caso tramite un’apposita commissione, le conseguenze che le soppressioni dei presìdi avranno sui rispettivi circondari. La moratoria consentirebbe di trovare la soluzione più opportuna al funzionamento del sistema giustizia, in ossequio al dettato ed allo spirito della legge delega.

 

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