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    01/02/2023

Giorni difficili per l’Irpinia d’Oriente

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b_300_220_15593462_0___images_stories_neve_provincia.jpgTREVICO – Il peggio è passato, dopo due settimane di emergenza neve, i paesi della provincia di Avellino tornano lentamente alla normalità. La situazione è stata difficile, sin dalla notte del 2 febbraio, molti paesi sono rimasti completamente isolati per giorni. I casi più eclatanti sono stati quelli di Zungoli e Trevico, sommersi, in alcune zone, da quasi due metri di neve. Più in generale, tutti i paesi dell’Irpinia d’Oriente hanno vissuto giorni difficili. I collegamenti con tanti piccoli centri della Baronia sono stati ripristinato soltanto nella giornata di mercoledì 8 febbraio. Più a sud, Tufo ha vissuto per circa 36 ore senza energia elettrica. Non meno complicata la situazione dei Comuni della fascia del Partenio: disagi si sono registrati in particolare a Summonte, dove nonostante l’encomiabile impegno dell’amministrazione comunale, la strada provinciale è stata ignorata da spazzaneve e spargisale per troppo tempo.

Un coro unanime quello dei sindaci della Provincia, prima per chiedere soccorsi, poi per denunciare l’inefficienza del piano approntato da Provincia e Regione. Sul banco degli imputati, per non aver gestito al meglio gli interventi, il prefetto di Avellino Ennio Blasco, il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, quello della Regione, Stefano Caldoro, e l’assessore alla Protezione civile di Palazzo Santa Lucia, Edorardo Cosenza. Quest’ultimo al centro della stucchevole disputa «esercito sì, esercito no», risolta con il mancato arrivo delle truppe in Alta Irpinia.

Luigi Famiglietti, sindaco di Frigento, ha dichiarato che per la Regione «paesi come il suo non esistono». Hanno rincarato la dose, tra gli altri, Giuseppe De Mita, sindaco di Nusco, secondo il quale «dall’Irpinia dovrebbe partire una rivolta morale» in risposta all’indifferenza delle istituzioni, e Rodolfo Salzarulo, primo cittadino di Lioni, che attraverso un video messaggio ha accusato la Regione di aver messo a disposizione dei comuni solo 4000 euro, che non sono stati necessari nemmeno per «pagare gli operatori e garantire l’approvvigionamento di carburante per i volontari che hanno ripulito le strade».

 

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