SOLOFRA – A distanza di 78 anni esatti la comunità di Solofra ricorda lo spaventoso bombardamento alleato del 21 settembre 1943. L'occasione è data, oltre che da un concerto musicale organizzato dal Comune nella splendida cornice di Palazzo Orsini, dalla pubblicazione di un bel volume curato da una solofrana doc, Lucia Petrone, responsabile della biblioteca comunale “Serra” di Solofra e del Centro studi storia locale che, in collaborazione con Mimma De Maio, ha ricostruito scenari, esiti e motivazioni di quell'atto compiuto dall'aviazione americana.
Un'operazione che portò a 200 morti e 400 feriti tra la popolazione civile. E dire che gli americani, da poco sbarcati a Salerno, volevano colpire l'esercito tedesco in affannosa ritirata.
Nel libro “21 settembre 1943, un lampo nel cielo di Solofra” (Edizioni Paparo, 388 pagg., euro 30,00) la Petrone arriva, grazie all'acquisizione e all'interpretazione di materiale inedito perché secretato fino ad un po' di tempo fa, ad una sconvolgente verità: Solofra, centro irpino ad 8 chilometri a sud di Avellino, venne duramente colpita in seguito ad un errore compiuto dai ricognitori alleati qualche giorno prima. Gli aerei avevano volato basso su Solofra e la Valle dell'Irno e avevano individuato concentrazioni di persone che vennero classificate nei rapporti come “truppe”. Ed invece erano cittadini inermi che lasciavano le zone più centrali della città, dove la ripiegata tedesca faceva furti e danni, per nascondersi un po' più in periferia nella convinzione di poter arrivare indenni alla fine della guerra. Quando la mattina del 21 settembre ben 13 aerei americani si alzarono in volo da Catania alla volta della Campania, il destino di Solofra era già segnato. Un carico micidiale di bombe e sventagliate di mitragliatrice falciarono centinaia di persone: uomini, donne e bambini.
È tutto questo che l'autrice ricostruisce con grande precisione e accuratezza, frutto di un lavoro durato anni ma che sicuramente rappresenta, per Solofra, un importante spaccato di dolorosa storia. Molto significativi sono i documenti ufficiali di guerra che la Petrone ha recuperato nei National Archives di Washington, e che corredano il testo. Sono anche molto toccanti le testimonianze, alcune edite e tante altre inedite raccolte dall'autrice, di solofrani che hanno vissuto quel dramma e che con dolore raccontano la cieca violenza di quella fase del conflitto, che fece anche tante vittime innocenti.




