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    25/06/2024

Teatro civile, Cristicchi racconta al Gesualdo il dramma dell’esodo istriano

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Simone CristicchiAVELLINO – «La rassegna di teatro civile è uno dei momenti più intensi e coinvolgenti dell’intera programmazione del Teatro Gesualdo che anche quest’anno ha assemblato un cartellone di grande qualità con cinque spettacoli dedicati‎ al teatro di narrazione, all'analisi civile, storica e sociale del nostro tempo con i maestri della parola come Travaglio, Ovadia, Sgarbi, Russo e Valgoi. Con l’intenso spettacolo affidato alla sensibilità di Cristicchi chiudiamo una rassegna che ha fatto registrare il vivo gradimento del pubblico con circa 2500 presenze e l’interesse sempre crescente degli alunni delle scuole di Avellino e provincia che ogni anno vengono intercettati dalla proposta culturale del Gesualdo».

Così il presidente dell’Istituzione Teatro comunale Luca Cipriano presenta “Magazzino n.18”, lo spettacolo di Simone Cristicchi che racconta il dramma dell’esodo degli istriani nel secondo dopoguerra ed in programma al Teatro Carlo Gesualdo martedì prossimo, alle ore 21:00, quinto ed ultimo appuntamento con la rassegna di “Teatro civile” organizzata in sinergia con il Teatro Pubblico Campano.

“Magazzino n. 18” – si legge in una nota – è una recita che intreccia sensibilità, documentazione storica e poesia, per una due giorni rivolta non solo al pubblico adulto ma anche ai giovani studenti delle scuole della provincia di Avellino che saranno al Gesualdo mercoledì 2 marzo alle ore 10:00 per l’ormai consueta matinée. Una pagina tra le più dolorose della recente storia italiana, affidata alle parole di uno i cantautori più impegnati del panorama nazionale, porteranno il pubblico avellinese nella Trieste del 1947 e a quel Magazzino numero 18, luogo della memoria e punto di non ritorno per un intero popolo in fuga dalla propria terra.

Il testo teatrale, scritto da Simone Cristicchi e da Jan Bernas per la regia di Antonio Calenda e le musiche eseguite dal vivo dalla Fvg mitteleuropa orchestra, diretta dal Maestro Valter Sivillotti, racconta quella pagina dolorosa della storia del nostro Paese, una complessa vicenda del nostro Novecento mai abbastanza conosciuta e se possibile resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria non è stata affidata ad un imponente monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla vita quotidiana.

Al porto vecchio di Trieste c'è il Magazzino n. 18. Una sedia, accatastata insieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta "Servizio esodo"; simile la catalogazione per un armadio e poi materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli, altri oggetti, altri numeri. Beni comuni nello scorrere di tante vite interrotte dalla storia e dall'esodo. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d'animo, con quale e quanta sofferenza intere famiglie impacchettarono le loro cose lasciandosi alle spalle le case, le città, le radici. Davanti a loro difficoltà, paura, insicurezza, e tanta nostalgia come quella che pervade lo spettacolo di Simone Cristicchi.

I biglietti per assistere allo spettacolo “Magazzino 18” sono ancora disponibili presso i botteghini di Piazza Castello aperti dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

 

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