AVELLINO – Lib(e)ri. Ho scritto questo testo diversi anni fa, spinto dalla necessità di ricordare l’importanza dei libri e della lettura, oggi più che mai, in un periodo dove l’accesso ha sostituito il possesso. Stasera è andato in scena, al Polo Giovani di Avellino, questo mio spettacolo con dei piccoli protagonisti. Tra le parole “libri” e “liberi” c’è solo una “e” di differenza. Un gioco di parole non casuale che nasconde in sé l’intento di riflettere sul rapporto talvolta trascurato che lega lettura e libertà: il libro come megafono di voci mai sentite e luogo di mondi mai esplorati è la chiave per la libertà. Libertà di poter immaginare un mondo diverso e di poter essere qualcun altro.
In un periodo in cui ci si affida sempre di più alla tecnologia e alla “condivisione facile” c’è la necessità di stimolare le nuove generazioni a sviluppare, tramite la lettura, la curiosità e la fantasia. Il laboratorio per bambini e ragazzi della Compagnia teatrale Clan H è attivo da molti anni ed ha al suo attivo numerose produzioni tutte originali. Hanno condiviso la scena in questo viaggio emozionale: Fabiana Iannaccone, Ludovica Cucciniello, Luca De Martino, Lucrezia Spagnolo, Rebecca Spagnolo, Camilla Acernese, Vittoria D'Alessandro, Martina De Cunzo, Niccolò Di Rienzo, Adelaide Gaeta, Emilia Kosiichuk, Nikolaos Monselas, Giulia Montella, Salvatore Principe, Chiara Sandullo, Giuseppe Sandullo, Federica Strozziero, Vincenzo Tolino e Riccardo Tulimiero. Le coreografie sono state curate da Elisabetta Iannaccone, le assistenti alla regia sono state Laura Tropeano e Santa Capriolo.
Lo spettacolo ha regalato ai propri spettatori un viaggio attraverso la letteratura per ragazzi: i giovanissimi attori hanno interpretato personaggi noti della fantasia (come Peter Pan, il Piccolo Principe, Dorothy, Cappuccetto Rosso, Alice e molti altri) che per la durata di un sogno escono dai loro libri e incontrano ragazzi di oggi per condurli a riscoprire il piacere della lettura, ingresso laterale per accedere alla vita e al bagaglio di esperienze.
Tutti i ragazzi e le ragazze che hanno preso parte allo spettacolo hanno trasmesso l’importanza di questo messaggio dando alle parole intense del testo una lettura genuina e senza filtri. Oltre a personaggi fittizi, i ragazzi hanno potuto incontrare coetanei di un luogo e di un tempo distanti, come Malala Yousafzai e Anna Frank, ascoltando le loro testimonianze e venendo così a conoscenza di esperienze così lontane ma ancora significative.
Nel testo i libri tornano ad essere il simbolo concreto di una comunità che si unisce in spazi di aggregazione reali per mettere in pratica quella fantasia attiva che è possibile in tutti gli scenari, ma soprattutto in quello del Teatro. Le storie, le parole, le visioni sono il dentro, non il fuori; sono l'ora, non il prima; diventano futuro, non restano fermi al presente e viaggiano per riscoprire quanto sia vitale essere liberi.




