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    02/02/2023

Lavoro, in Irpinia un giovane su due è disoccupato

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_irpinia_cartina.jpgAVELLINO – L’Istat ha reso noti i dati sulle forze di lavoro, riferiti all’anno scorso. Il quadro per la nostra provincia è desolante. Il tasso di disoccupazione sfiora il 14%, superando di oltre 4 punti la media nazionale. In Campania, Avellino è preceduta soltanto da Napoli che segna un tasso del 17,8%. Nelle altre province si registrano i seguenti valori: Caserta 13,6; Salerno 13,2 e Benevento 10,6. In Irpinia, come d’altronde nel resto dello stivale, la disoccupazione femminile supera nettamente quella maschile. Infatti, disaggregando i dati complessivi per sesso si può osservare che il tasso di disoccupazione femminile si avvicina al 20%, superando di quasi 9 punti quello maschile. Lo scarto tra i due sessi, segnato nella nostra provincia, è il più alto tra le province campane ed è assai più elevato della media italiana. In tutto il Paese, infatti, la disoccupazione maschile raggiunge l’8,6%, quella femminile il 10,3. Il divario, quindi, è di 1,7 punti. Tra le consorelle regionali la differenza tra i due sessi è la seguente: Napoli 6,6 punti in più per le donne; Salerno 4,5, Caserta 3,3, Benevento 0,5.

Il dato più preoccupante per la nostra provincia è rappresentato dalla disoccupazione giovanile. Da noi un giovane su due è senza lavoro (l’Istat inserisce in questa fascia d’età le persone dai15 anni ai 25 anni). In tutto lo stivale un giovane su tre è disoccupato. Comparando anche questo dato con quello che si registra altrove in Campania, si vede che la situazione irpina è decisamente la peggiore. Difatti, al tasso di disoccupazione giovanile del 48,2% segnato nella nostra provincia, fanno da contraltare il 45,1% di Caserta, il 44,9% di Napoli, il 41,8 di Salerno e il 40,3% di Benevento.

Fin qui i dati sulla disoccupazione. Ora una breve scorsa a quelli riguardanti l’occupazione. Gli occupati nella nostra provincia sono 134 mila, ben 9 mila in meno dell’anno precedente. La fetta maggiore lavora nel vasto comparto delle attività terziarie: 87 mila persone, pari al 65% del totale.  L’aliquota più piccola (6 mila lavoratori, pari al 4,5%) si occupa del settore agricolo. 41 mila i lavoratori del comparto industriale (30,5%). Di essi, 26 mila rappresentano la forza lavoro del solo settore manifatturiero, gli altri sono addetti in prevalenza all’industria edilizia e a quella estrattiva.

 

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