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    28/01/2023

Comune, avanti fino alle Europee. Poi si vedrà

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Il sindaco CiampiAVELLINO – Con la prima seduta dell’assise cittadina e l’elezione del presidente del Consiglio è iniziata per davvero l’era Ciampi ad Avellino. E subito è apparso chiaro che non sarà facile governare per il monocolore pentastellato che può contare su una minoranza, anzi su una minimanza di consiglieri comunali. Significativa è stata da questo punto di vista proprio l’elezione di Ugo Maggio, della lista Davvero, come presidente dell’assise consiliare, prevalendo sull’altro candidato giunto al ballottaggio, Ettore Iacovacci, sostenuto dalla maggior parte dei consiglieri eletti nella lista Pd. Innanzitutto Maggio ha prevalso per soli tre voti, alla terza votazione, 15 voti contro dodici. E per la prima volta il presidente del Consiglio comunale non ha avuto il suffragio nemmeno della maggioranza semplice (che è di 17 consiglieri).

Ad un’analisi sommaria (il voto è segreto) neppure tutti i gruppi consiliari hanno osservato lo stesso comportamento. I quattro consiglieri che fanno capo a De Mita si sono costantemente astenuti, per loro stessa dichiarazione. I consiglieri di “Mai Più” dovrebbero aver votato compatti per Maggio. Per il resto difficile immaginare un voto concorde di tutti i consiglieri di un singolo gruppo.

Gli stessi Cinque stelle (ma non tutti) dovrebbero aver votato per Iacovacci, dando corpo ai sospetti di chi pensa che Ciampi abbia un atteggiamento “morbido” nei confronti del Pd. Iacovacci, infatti, era il candidato di De Caro-De Luca di Avellino, mentre sembra che Maggio fosse il candidato di D’Amelio, De Luca salernitano e D’Agostino. Insomma ai contrasti interni ai pentastellati si somma la lotta fratricida fra i pieddini a complicare ancora di più le cose.

Fatta salva la posizione storica di Dino Preziosi e dello stesso Cipriano, sembrano davvero pochi i consiglieri comunali disposti a ritornare alle urne. I più sembrano, invece, intenzionati ad andare avanti e lo stesso Ciampi si è impegnato ad esaminare la possibilità di riportare in aula un bilancio consuntivo “modificato” rispetto a quello bocciato dai revisori dei conti. Insomma, l’esperienza amministrativa pentastellata dovrebbe andare avanti almeno fino alle Europee dell’anno prossimo e poi si vedrà. Ma anche dando per scontato che almeno per un anno si farà di tutto per andare avanti è evidente che il sindaco Ciampi dovrà trovare un sostegno più ampio della risicata pattuglia pentastellata.

Del resto neppure all’interno del centrodestra, che pure in sede di ballottaggio si è espressa a favore di Ciampi, c’è un atteggiamento di unanime e incondizionato favore per la giunta cosiddetta del cambiamento. Inevitabile, a questo punto, sarà un approccio con il pattuglione del centrosinistra, che è però fortemente frastagliato e diviso al suo interno. Ciampi guarderà a quei consiglieri che fanno capo a Del Basso De Caro e De Luca l’avellinese o al terzetto di Festa, che potrebbe attirare anche qualche consigliere che si richiama a D’Agostino? E a Festa potrebbe aggiungersi anche la pattuglia di Cipriano. I due, già in sede di presentazione delle liste, si sono avvicinati e probabilmente se si sono presentati separati è solo perché sia Festa che Cipriano reclamavano la candidatura a sindaco. Qualche indicazione già è venuta al momento di eleggere il presidente del Consiglio comunale: staremo a vedere cosa succederà nei prossimi Consigli comunali, a partire dall’assegnazione delle presidenze delle commissioni.

 

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