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    30/05/2024

Comune, dal civismo la sfida per cambiare?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica5_comune_av.jpgAVELLINO – Si può dire che il commissario prefettizio si sia appena insediato e nessuno può ancora sostenere se alla fine del suo mandato opterà per il dissesto, come votato dalla giunta Ciampi, o per il pre-dissesto, come sostenuto dal dirigente di ragioneria del Comune, ma già le truppe sono in movimento per essere pronte a scendere in campo nella tarda primavera 2019, quando si procederà al rinnovo del Consiglio comunale di Avellino.

Il trend sembra essere quello del civismo e già sono diverse le iniziative in campo per creare movimenti slegati dai partiti politici tradizionali. I 5 Stelle, dopo aver perso il Comune, conquistato appena cinque mesi prima, sono pronti a lanciare di nuovo il guanto di sfida, anche se in questi pochi mesi hanno fatto rimpiangere da molti le precedenti giunte. E che le cose non siano andate bene lo dimostra il fatto che non è per nulla scontata la riproposizione di Ciampi a candidato sindaco. Anzi, soprattutto fra i grillini della prima ora cresce l’insofferenza per il modo verticistico con il quale da Roma (leggi l’on. Carlo Sibilia) sono stati scelti candidati consiglieri ed assessori.

Ma intanto si muove la cosiddetta società civile (fra parentesi mai ad Avellino è stato eletto un sindaco candidato con una lista o una rete di liste civiche). Un gruppo di intellettuali (quasi tutti con precedenti esperienze politiche, Picone, Santoro, Gengaro, Santinelli) ha dato vita all’associazione “Controvento” il cui sbocco naturale sembra proprio che siano le Amministrative 2019. “Vera” è invece il nome dell’associazione che fa capo all’ex consigliere comunale Stefano Luongo, in cui confluiscono amici dell’ex parlamentare D’Agostino. L’ex presidente del forum dei giovani può inoltre contare sull’appoggio di un certo numero di studenti universitari. Gli ex assessori della giunta Foti, Elena Iaverone, Guido Tomasone e Arturo Iannaccone, hanno dato vita invece a un gruppo civico vicino alle posizioni del centrodestra, ma che intende dialogare solo con forze civiche sui temi dello sviluppo cittadino.

E naturalmente sono già in campo altre due forze civiche ampiamente collaudate. Gianluca Festa, infatti, ha già manifestato la volontà di dar luogo a più liste civiche che sostengano la sua candidatura. Benché dirigente del Pd irpino, Festa ha già chiarito che sarà presente alla competizione elettorale con  “Davvero”. Del resto – e sono ormai una ventina d’anni che corre per il Comune, la Regione, il Parlamento – Festa si è presentato all’elettorato sempre con liste senza il simbolo del partito.

E collaudata alle ultime elezioni è anche la lista “Mai Più” che ha ottenuto un discreto successo alle comunale di sei mesi fa. Con la consueta intelligenza il promotore di “Mai più”, Luca Cipriano, ha capito che dopo la debacle di Ciampi, difficilmente i Cinque Stelle potranno essere scelti ancora dall’elettorato cittadino come protagonisti del cambiamento. E perciò le tante iniziative che sta proponendo in questi ultimi tempi intendono accentuare la carica di innovazione e di rottura col passato. Inoltre Cipriano già sta tessendo contatti con altre iniziative civiche e aspira, evidentemente, a presentarsi come candidato sindaco di una rete di associazioni e gruppi di cittadini.

Di contro ha però, in questa strategia, almeno tre punti deboli. Il primo: non è facile presentarsi come momento di novità dopo essere stato eletto in Consiglio comunale una prima volta nella lista del sindaco Galasso e una seconda volta nella lista del sindaco Foti. Il secondo: è ancora in corso l’indagine della procura e quella della Corte dei conti per un ammanco di cassa quando era presidente del Teatro. Anche se Cipriano appare del tutto tranquillo e ha già fatto pervenire le sue controdeduzioni, resta però, al momento, questa spada di Damocle del possibile rinvio a giudizio. Infine, il terzo: costituire un’ampia rete di forze civiche significa elaborare un programma comune e questo non è difficilissimo, come dimostra anche la “strana” alleanza di governo fra grillini e leghisti. Ma poi bisognerà scegliere un candidato sindaco ben accetto a tutte le associazioni della rete. E qui le cose diventano molto più difficili perché ognuna delle forze della rete vorrà esprimere il primo cittadino.

Come si vede, in tanti sono già in movimento, ma è davvero difficile prevedere da ora come potrebbe andare a finire, tanto più che sullo sfondo c’è sempre il Pd, benché in questo momento estremamente debole.

 

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