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    28/01/2023

Progetti da tutta Europa per la nuova Piazza Libertà

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_piazza_libert_3.jpgAVELLINO – Certo c’è voluto che qualcuno svegliasse il dormiente apparato comunale che aveva dimenticato il concorso di idee per il rifacimento di Piazza Libertà (dimenticate date, delibera consiliare, impegni con l’ordine nazionale degli architetti, scadenze varie) ma, alla fine, il mega concorso per avere idee qualificate per ripensare la grande piazza trapezoidale di Avellino è stato messo sulla strada giusta per arrivare ad un progetto definitivo.

Ben sessanta sono le idee presentate, in busta chiusa, al Comune di Avellino; sessanta progetti in risposta la bando lanciato dal Consiglio comunale di Avellino a tutti i “creativi” italiani ed europei. Diciamo la verità: pochi speravano in una partecipazione così ampia e che, quando si apriranno i plichi, si scoprirà sicuramente anche qualificata. Come più che qualificata, intanto, è la giuria incaricata di selezionare le cinque migliori idee dalle quali verrà fuori il progetto definitivo. La giuria – Luigi Prestinenza Puglisi, Luca Molinari, Adolfo Natalini, Marco Navarra – è stata scelta sorteggiando quattro nomi (i primi due componenti effettivi, supplenti gli altri due) tra la rosa di esperti fornita dall’ordine nazionale degli architetti.

Che ci sia stato chi abbia preventivamente aperto il fuoco sui “sorteggiandi” e che un consigliere comunale decaduto con le dimissioni del sindaco Galasso si sia presentato in Comune a  contestare le procedure a sorteggio avvenuto sono segnali positivi perché evidentemente c’è chi ha ritenuto di mettere le mani avanti per gettare discredito sull’intera operazione-concorso, operazione trasparente (cui in tanti sono disabituati) evidentemente condivisa solo a chiacchiere. Ha fatto certamente bene il presidente degli architetti di Avellino, Fulvio Fraternali, (informato all’ultimo secondo del sorteggio della giuria; passaggio fondamentale della procedura indicata dal Consiglio comunale) a rintuzzare le critiche che si è cercato di far piovere su questa fase del concorso. Così come ha fatto bene a lamentare la mancata partecipazione dei cittadini a questa fase del concorso; purtroppo il percorso scelto “lentamente” dal Consiglio comunale ha ristretto i tempi delle varie fasi previste. Anche se bisogna dire che mentre è facile immaginare dibattiti-referendum su scelte urbanistiche più o meno rilevanti, risulta problematico sottoporre a giudizio una singola opera dell’ingegno.

Piuttosto strana e fuorviante, poi, la presa di posizione del Movimento 5 stelle che, dopo aver lamentato la mancata partecipazione dei cittadini al dibattito pre-concorso (i tempi non c’erano più quando il Consiglio comunale ridiede il via al progetto Piazza Libertà), ha poi chiesto conto di spese, procedure e dati. Bastava leggere la delibera per sapere tutto…

Ma probabilmente questa fase potrà essere indirettamente recuperata quando i sessanta progetti potranno magari essere esposti in una mostra. In quel momento i cittadini potranno esprimere le loro opinioni ed affidarle a chi dovrà provvedere alla stesura finale. Nell’attesa di conoscere i cinque progetti finalisti viene intanto da pensare al dibattito che fu aperto dagli organi di informazione quasi un anno fa.

Colpì allora una proposta tra le tante avanzate, quella dell’ex soprintendente ai Beni artistici ed architettonici di Avellino e provincia, Mario De Cunzo. Di fronte a varie ipotesi tutte riferentisi alla possibilità di far “vivere” la suggestione disegnata da Cesare Uva, De Cunzo fu l’unico a proporre di guardare avanti e non indietro (il quadro di Uva). “più che un tecnico, disse, per Piazza Libertà ci vuole un poeta”. La piazza, in sintesi, va ripensata daccapo.

Chissà se tra i sessanta che si sono fatti avanti per ridisegnare il largo ci sono uno o più “poeti” capaci di suggestionarci con quella sorta di isola moderna che sarà posta a guardia e come porta d’ingresso del centro storico, della collina della Terra e della città longobarda. Ora che il concorso giunge ad una fase decisiva, rimane il rammarico per il troppo tempo sprecato, per la minaccia di scadenza dei termini che incombe, alla strafottente indolenza messa in campo dalla giunta alla fine salvata soltanto dalla cocciuta intraprendenza della presidenza del Consiglio comunale (per ricompensa Antonio Gengaro non è stato neppure invitato ad assistere al sorteggio per la scelta della giuria dopo aver a sua volta avvertito il presidente provinciale dell’ordine degli architetti che era opportuna, l’indomani, una sua presenza in Comune).

 

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