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    30/05/2024

Candidati sindaco, quanti errori da Pd e da Sel

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Il Comune di AvellinoAVELLINO – Sterzata ad U della direzione provinciale del Partito democratico sul metodo-primarie per la scelta del candidato alla carica di sindaco di Avellino. Metodo usato dal Pd per scegliere il suo segretario nazionale ed i candidati al Parlamento, ma incredibilmente scartato (fino alla tarda mattinata di oggi) per le elezioni comunali. Intanto, il Pd cittadino ha trovato il tempo per esercitarsi in una sorta di tiro a segno contro i candidati che di volta in volta si offrivano o venivano indicati da gruppi elettorali, ambienti o rappresentanti di interessi.

Avesse utilizzato le stesse energie per dare uno sguardo sull’esperienza Galasso e sulla decomposizione del Consiglio comunale o soprattutto sul programma da proporre alla città per capire, ad esempio, come far saltare l’equazione edilizia uguale consenso o come finalmente – grazie alla perequazione – dare agli avellinesi i Parchi del Fenestrelle e di contrada Baccanico, come pagare i debiti, tanto per fare qualche esempio, sarebbe più avanti di tutti gli altri. E discutendo di programmi forse avrebbe anticipato quella sorta di non expedit lanciatogli contro da Sel a proposito delle primarie e della stessa alleanza al Comune già dal primo turno.

Chissà se e quanto servirà a tal proposito l’appello che da ambienti del centrosinistra stanno per lanciare a chi realmente crede ancora nell’alleanza in funzione antideclino ed anticonsorteria perché una consorteria (c’è chi ironicamente la chiama galassia per indicare un intreccio di interessi economici, elettorali e professionali) sta di fatto decidendo attorno a quel tanto che rimane del futuro di Avellino. Ora il Pd deve porsi la domanda sul perché ad Avellino non ha più il rispetto di chi è stato alleato alle Politiche solo trenta giorni fa. A sua volta Sel dovrebbe chiedersi a chi e a cosa giova lacerare il centrosinistra ed addirittura fare dell’avversione personale contro qualche possibile candidato del filone cattolico dell’ex forza alleata; lacerazione così profonda da farne il perno della campagna elettorale (e l’urbanistica ed il verde pubblico e i debiti e la moralità in politica?). Sel crede di combattere così la destra, ma in realtà sta facendo un favore ai De Mita, ai Mancino ed ai loro organizzatissimi discepoli.

Per ora è questo il risultato della candidatura a sindaco del neodeputato Giancarlo Giordano – autocandidatura già bocciata nel metodo dai comunisti italiani che chiedono subito intese sui programmi – e della decisione di significative ma non grandi forze della sinistra da tempo consegnatesi al ruolo di importante ma non decisiva testimonianza. Queste forze, ma con l’aiuto silenzioso di un importante pezzo del Pd, hanno determinato l’elezione di Giordano. Così come giova ricordare che l’avversione di Sel alle primarie è recentissima: Vendola le accettò pur sapendo che non avrebbe vinto ma sapendo invece che avrebbe conquistato un ruolo importante in Parlamento e nell’alleanza di governo. C’è chi preferisce dimenticarsene. Che errore.

 

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