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    26/05/2024

Primarie, la responsabilità delle scelte

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Caterina LenguaAVELLINO – Il gruppo dirigente di via Tagliamento, oltre a dimostrare poca lucidità e lungimiranza, conferma di non essere in grado di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Sul caso dell’annullamento delle primarie di coalizione, infatti, è in atto il tentativo di fornire agli organi di informazione ed all’opinione pubblica una versione dei fatti completamente manipolata. Una vera e propria falsificazione della realtà. L’unico obiettivo del vertice provinciale è di salvaguardare la propria posizione e ruolo nel partito. Come? Scaricando – e non è la prima volta – sui partiti alleati la responsabilità delle scelte scomode. Già era successo sulla specifica e mal gestita questione della definizione delle regole del gioco.

Adesso si cerca di far credere che siano stati gli altri partiti del centrosinistra, nell’ultima riunione del tavolo, a chiedere la cancellazione della consultazione. Il Pd, insomma, sarebbe stato costretto ad accettare l’indicazione. A parte la risibilità di una tale versione dei fatti, visti i rapporti di forza e soprattutto i precedenti storici riguardanti le scelte della coalizione, è noto che vi erano forti contrarietà sin dall’inizio in una parte del gruppo dirigente democratico. Eppure su indicazione del segretario provinciale, Caterina Lengua, la direzione provinciale del Pd ha approvato all’unanimità l’opzione primarie. Ma sul caso Gabrieli sono aumentate le preoccupazioni e le tensioni a tal punto che si è pensato che fosse necessario fare un passo indietro, nonostante la macchina ormai fosse in corsa. Senza alcuna considerazione delle possibili conseguenze e senza alcun rispetto per chi aveva condiviso la scelta delle primarie. La decisione, quindi, è maturata interamente nel Pd irpino, con il beneplacito degli organismi esecutivi regionale e nazionale. Ai segretari dei partiti alleati, o meglio ad una parte di loro (i rappresentanti di Centro democratico, Psi e Autonomia Sud) è spettato soltanto il compito di ratificare la decisione ed eventualmente assumere il ruolo di parafulmine.

Unica voce fuori dal coro è stata quella di Giovanni Sarubbi dei comunisti italiani. Leggendo il comunicato-velina del Pd (a firma del coordinamento provinciale delle primarie), diffuso tardivamente nel pomeriggio di oggi, non è nemmeno dato sapere come si sia espresso il Pd. Quasi fosse stato un notaio, un verbalizzatore. D’altra parte nel Pd la tensione è alta e c’è voglia di resa dei conti. Il segretario provinciale, Lengua, anziché rassegnare le dimissioni per non aver attuato il mandato ricevuto o per essere stata delegittimata, preferisce truccare le carte. Anziché assumersi le proprie responsabilità, si preferisce barare.

 

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