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    05/02/2023

L’intervento/Il flop del cambiamento

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Sui risultati del voto di domenica scorsa ospitiamo un intervento di Aldo D’Andrea, DemA (democrazia/autonomia).

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Il 26 maggio è stato uno spartiacque tra un prima e un dopo: sullo sfondo del crollo di 5Stelle, per il quale non esulto, e del successo di una destra antieuropea, Lega Nord e Fratelli d’Italia, appare chiaro il disastro annunciato dell’Italia.

Isolato e indebolito, diplomaticamente e finanziaramente, il nostro Paese somma anche i rischi della trasformazione peggiorativa delle sue Istituzioni, in termini divisivi e ancor più penalizzanti per il  Mezzogiorno d’Italia, per tramite le conseguenze che deriveranno dalle “autonomie differenziate regionali”. La Lega Nord non perde il vizio, non deflette, il suo “irridentismo padano” è oltraggio all’irridentismo del secolo scorso, 1918, anno di cui si è celebrato il centenario della fine della I guerra mondiale e del ritorno all’Italia di Trieste e Trento. Per quello morirono giovani meridionali, nostri nonni.

Nel rispetto del voto popolare, non mi sottraggo dal credere che di peggio non poteva accadere: la Lega Nord al 34% è il peggio. Perciò, occorrono, ora e subito, riflessioni serie, profonde, non ipocrite. È tempo di “rimettere la Chiesa al centro del Paese”, come si usa dire, a cominciare dall’abbandono di simboli fuorvianti, di parole vuote, cui si sta ricorrendo da un po’, giusto per mascherare con parole prive di senso la pochezza della sostanza. Si inizi dal famoso “contratto” di governo. Quando mai si è visto che forze politiche diverse stipulino “contratti” tra di loro! Le forze politiche si apprestano a collaborazioni, a condivisioni, a fare accordi e alleanze, non certo sono use a sottoscrivere “contratti”. A questo istituto si ricorre per comprare case, automobili o altro, non certo “per acquistare” accordi politici. Non è che bisogna per forza scomodare il filosofo Gadamer per capire questa pura banalità; ma l’ipocrisia ottunde la mente e costringe al ricorso di parole per mascherare pochezza di sostanza. Insomma, parole slegate da immagini concettuali.

Piuttosto, il M5Stelle, forte del suo 37% parlamentare, si attesti nel suo ruolo, che è quello di partito di maggioranza relativa, opponendosi a farsi dettare l’agenda da Salvini.  Di più. È tempo che questo confuso Movimento 5Stelle scelga a quale tipo di politica intende finalmente votarsi. Per le finanze statali scarse proponga una patrimoniale da un alto reddito in su, rilanci investimenti pubblici, faccia politiche per implementare l’occupazione, contratti diplomaticamente con l’Europa, piuttosto che sbeffeggiare la stessa, riduca i danni della burocrazia pachidermica e parassitaria. Smetta di “lisciare” le politiche di Salvini, se vuole evitare che questo Paese ancor più vada a “sbattere”.

È tempo di elezioni, inutile negarlo, cari avversari del M5stelle; il vostro governo, così com’è, non ha orizzonti. Se non volete sparire dalla politica italiana è tempo che vi sforziate di fare programmi capaci di contrastare la disoccupazione, le diseguaglianze, le ingiustizie. Il reddito di cittadinanza è stata una buona “idea”, sia pure da migliorare. Si ragioni sul come organizzare la popolazione “migrante” in Italia, non la si abbandoni per strada, reietta e vagabonda, ma si dia loro dignità e possibilità di inserimento. Magari attraverso la costituzione di cooperative agricole, visti i tanti terreni abbandonati, o nel dare ausilio per servizi sociali, viste le carenze dei nostri Comuni. Scegliete il campo; qui, nella parte sinistra, si sta con queste scelte di politica, nette, divergenti anche da quel partito che pare voler proporre politiche di una destra perbene e illuminata. Mi riferisco al Pd, ormai partito dei centro-città, meno delle sue periferie. Per flat-tax., per armare individui in una società incattivita, rancorosa, per “secessioni” edulcorate, per limitazioni e sottrazioni di servizi, per lotta ai deboli, da “Robin-Hood alla rovescia”, per cimiteri di mare, veleggiate per altri lidi.

E ora, consentite ad un cattolico come me, di aggiungere una chiosa: eccezionalmente ridicole sono quei tentativi di ricorrere all’immagine della Madonna associata a quella della pagliacciata della benedizione delle “sacre” acque del Po. Buffonesco è dir poco. Scegliete tra questi due campi, voi di 5Stelle: o di là, con Salvini e il suo armamentario, o di qua, con noi, non a far chiacchiere, ma a far politica.

 

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