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    05/02/2023

Ipocrisia, madre delle cattive battaglie

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_dema.jpgAVELLINO – Ospitiamo un intervento di Aldo D'Andrea, di demA.

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Putin è il criminale responsabile della tragedia ucraina. Putin è colpevole di reati conto l’umanità.

Tali sono premesse indispensabili da cui poi necessita che seguano considerazioni critiche sugli eventi sciagurati e luttuosi che stanno succedendosi in Ucraina. L’analisi dei fatti, in particolare delle reazioni del mondo alla guerra in atto, ondeggia tra surrealismo conflittuale di sogno e realtà, e dadaismo stravagante, di umorismo inconsapevole.

L’Europa, entità indistinta e evanescente, assiste attonita ai lutti sul suo continente, perdendosi tra argute e approfondite ciarle e chiacchiericci e “sprofondandosi” tra tribolati dilemmi morali e economici. Il “che fare” è la struggente sofferenza di scelte essenziali che si consuma tra difesa dei “propri valori libertari e democratici” e sacrificio altrettanto immenso di “crescita e Pil”.

La scelta della prima opzione, morale, implicherebbe l’invio di soldati e la partecipazione alla guerra in difesa della Ucraina; ma “questo non s’ha da fare, perché la Russia ha bomba finedimondo”.

La seconda opzione, economica, significherebbe scegliere recessione e impoverimento, a causa della conseguente carenza di energia disponibile per la industria nostrana. Quindi, ecco la geniale ipocrisia.

Nel giochetto dadaista sciagurato e imbroglione del Paesi europei si dimena il surreale dilemma di porre al più presto fine alla guerra in atto. Lo si fa così: gli eserciti restino in caserma, le sanzioni siano applicate al caviale, ma non all’approvvigionamento del gas russo, quello stesso che consente agli stessi russi di finanziare la loro guerra e i loro crimini. Servita la ipocrisia.

A giustifica, però, ancora ipocritamente celandone gli aspetti, vi è da dire che l’Europa altro non è che il cortile dell’impero americano cui ultimo spetta il diritto sovrano di delineare la “Grande strategia” e, nello stesso tempo, di concedere magnanima tolleranza ai feudatari europei per tattiche spicciole, tipo proclami, annaspi e volteggi.

La maledetta guerra, definita sacrilega dal Papa, finirà quando l’impero americano si accorderà con l’impero cinese su cosa consentire all’impero russo, nei tempi decisi dai feroci imperatori che sanno dar conto a sé del numero dei morti sul proscenio ucraino.

L’Europa, nel frattempo, sogna sperando di plaudire presto, ben sapendo di valere nei fatti del mondo quanto il due di coppe a briscola.

*demA

 

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