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    11/02/2026

Disservizio sanitario pubblico: liste di attese infinite

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita11_pron_soc.jpgAVELLINO – Sul disservizio sanitario pubblico ospitiamo un  intervento di Aldo D’Andrea di Unità Popolare per Avellino.

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L'erogazione dei servizi sanitari pubblici in Campania non è di quella che può definirsi soddisfacente per il cittadino. Fenomeni come quello della emigrazione dei pazienti in altre regioni d'Italia oltre a stornare risorse del Ssn dalla Campania ad altre Regioni d'Italia pure procurano ai cittadini rabbia e diseconomie, aggravio di spese pesanti e intollerabili.

Tra gli aspetti più insopportabili vi è il percepito fallimento che il paziente sente nel bisogno di assistenza sanitaria, incluso la lungaggine delle cosiddette “liste di attesa”, ansiogene e lesive. Costringere di fatto la persona ammalata ad esborsi economici causati da inefficiente risposta del Ssn è pratica tanto comune quanto dolorosa, mai contemplata dai propositi dell'on. Anselmi e di altri legislatori che nel 1979 diedero vita ad un postulato di civiltà, come l'assicurare a tutti i cittadini assistenza sanitaria gratuita ed efficiente.

Quella riforma sanitaria tale è da ritenere perché poneva poveri e ricchi sullo stesso piano nel diritto alla cura della propria salute. Da più anni, invero dai primi anni 2000, quella magnifica conquista si va perdendo, sotto i colpi del federalismo regionale, con la cancellazione del titolo V della Costituzione, avvenuta nel 1999.

Si volle, all'epoca, lisciare il pelo alla Lega Nord e stoltamente così contrastare i dichiarati loro propositi di secessionismo, fino a combinare il paradosso dal quale non si riesce ad uscire: regioni più ricche ricevono più provviste dallo Stato, regioni più povere ne ricevono meno. Bella schifezza!

Sono il fenomeno di una subcultura di disprezzo, di divisione odiosa, di egoismo becero, ignorante, stupido, che pervicacemente viene riproposto dai noti attori “celtici” attraverso l'obbrobrio statutario detto riforma della autonomia differenziata, sostenuto in pieno dall'attuale governo, sedicente patriottico ma con ascendenti astrali ipocriti e opposti (sic!).

Ciò premesso, la sostanza è che ad ogni tornata elettorale, che sia regionale, nazionale o altro, torna il fastidioso ritornello “delle liste di attese in sanità”, con la promessa che d'incanto esse spariranno, salvo poi, puntualmente, a vedersele ricomparire più vive che mai...a fine campagna concionante!

Vero è che il personale sanitario è carente, sotto organico rispetto alla domanda di assistenza sanitaria, come pure vero è che il sevizio sanitario extraospedaliero difetta in organizzazione, con carenze assistenziali, eppure a grattare i cocci attuali sbucano altri soggetti che godono del Ssn: i privati convenzionati. Già, i privati convenzionati, con loro cliniche e loro laboratori.

Dunque, ricapitoliamo: le convenzioni tra Ssn e strutture private sono accordi stipulati unicamente perché hanno lo scopo di fornire servizi a pazienti in carico del Ssn per sopperire alla domanda di prestazioni sanitarie che le sole strutture pubbliche non riescono a soddisfare.

Sono perciò anche essi servizi a costi ridotti, a cui si accede attraverso il pagamento del ticket, erogati da strutture private convenzionate che hanno rispettato specifici standard di qualità, dopo che le stesse hanno superato un processo di valutazione di conformità ai requisiti.

Se questo è, questo sia allo scopo di assicurare vantaggi al cittadino, anche nell'abbattimento delle liste di attesa per esami diagnostici e per visite specialistiche. L'accordo con l'Asl di riferimento secondo modalità operative pianificherebbe l'ampliamento della offerta fino alla totale scomparsa dei tempi di attesa e favorirebbe la erogazione della assistenza sanitaria al cittadino con efficienza e gratuità.

Per fare esempio concreto, in Irpinia oltre agli ospedali e ai servizi territoriali Asl, si aggregherebbero ad essi le cliniche private convenzionate, nel concorrere all'abbattimento delle famigerate liste di attesa.

In particolare per la nostra Irpinia, occorre sottolineare che la conformazione fisica della provincia offre di sé un pluriversum geografico; infatti, accanto a zone fortemente urbanizzate, con alto indice di insediamento abitativo, ve ne sono altre in condizioni del tutto opposte, collinari, montuose, spesso impervie e innevate, con bassa densità abitativa, distanti dai centri più urbanizzati. Ai cittadini residenti in queste aree geografiche, l'ampliamento della offerta attraverso strutture sanitarie convenzionate, con il conseguente abbattimento delle liste di attesa e la più tempestiva assistenza sanitaria, darebbe maggior conforto nella loro permanenza in luoghi interni, sulla dorsale appenninica.

Il 23 novembre è vicino e porgo auspicio alla giunta regionale che verrà di operare con efficacia e determinazione nell'intento di assicurare ai cittadini tutti una sanità pubblica tempestiva nella erogazione di ciò che è un servizio fondamentale in termini di qualità della vita e di civiltà dei costumi.

 

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