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    09/02/2023

L’occhio sulla città/Disattenzioni diffuse

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_cani_padroni.jpgAVELLINO – Come avemmo già ad osservare qualche tempo fa l’eleganza e la bellezza sono la felice armonia di parti che mai emergono singolarmente ma solo per il conseguimento di un insieme, là dove l’analisi di queste all’emergere di evidenti dissonanze avrà principalmente lo scopo di migliorarle per poi ricomporre il tutto rapidamente (“l’analisi tout court” demolisce pur sempre l’armonia).

In quest’ottica l’invito ad una maggiore attenzione ad argomenti solo apparentemente “poco rilevanti” è giustificato dal piacere che anche un’aiuola ben curata può dare soprattutto, poi, se inserita in un contesto di pregio. Se quindi insistiamo su Pazza Libertà è perché, proprio mentre l’agorà è tornata ad accogliere e rappresentare quello spazio ideale di aggregazione e di socializzazione, a far da contrappunto risaltano le fontane che, quando attive, mostrano lo zampillio centrale e il getto delle fontane laterali totalmente privi di sincronia.  Legittimo è dunque dubitare che il Comune possa disporre del fontaniere, l’operaio specializzato a prendersi cura, tra l’altro, delle fontane cittadine, regolandone, anche quando e dove necessario, l’intensità e la sincronia del getto. Invitiamo ad attenta riflessione.

Proseguendo a guardare alle piccole grandi cose di cui Avellino ha bisogno e che saltano all’occhio, viene spontaneo pensare alla porta Est della città: ci riferiamo a via Francesco Tedesco. Non potendola considerare “periferia”  ma un vero e proprio prolungamento del centro, vive  una annosa situazione di degrado e di abbandono: marciapiedi che si intuiscono tali solo perché ai lati della strada, edifici ormai sempre più sofferenti, attività commerciale pressoché assente, non possono che offrire un’immagine della città del tutto deviata dalla realtà ma pur sempre presente a dare il peggio di sé sminuendo, così, anche quelle  (rare) occasioni di  partecipazione che il capoluogo pur offre e  che potrebbe offrire. Meditate gente, meditate... anche tenuto conto, in contrappunto, della diversa immagine offerta dalle porta Ovest dove restauri di vecchi e storici edifici, nuove costruzioni funzionali, aree verdi consegnano una ben diversa aspettativa  di città.

Tornando in centro, viene  spontaneo ricordare ancora un’altra strada meritevole d’attenzione. È il caso di via Verdi dove all’abbattimento dei secolari platani non è seguito un adeguato progetto di riqualificazione del marciapiede che resta sbilenco e dissestato, con aiuole utili ormai soltanto alle necessità di cani con padroni poco attenti. Per non parlare della poca cura nella potatura degli alberi: a tal proposito segnaliamo, a seguito del forte vento e delle forti piogge che hanno investito il capoluogo, proprio la caduta di un albero nella zona, abbandonato al suo destino sopraffatto dal peso della sua chioma troppo lunga e folta. Eppure  via Verdi rimane a cornice del complesso museale del carcere borbonico, uno dei pochi vanti storici della nostra città.

Solo qualche esempio cui potrebbero aggiungersene tanti altri, ma tralasciamo il lungo elenco perché è sulla riflessione in generale di quanto considerato che è rivolta la nostra attenzione che vorremo trasferire agli interessati. In fondo, è proprio il civismo attivo a integrare, completare ed anche forse facilitare il nostro lavoro d’osservazione settimanale.

 

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