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    16/06/2024

L’occhio sulla città/Chi l’avrebbe mai detto

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Calcio7_us_av.jpgAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al calcio per constatare come la serenità nel lavoro, la fiducia in chi è chiamato ad assolvere a compiti di gestione e di management, unita ad una ritrovata tranquillità economica che non va mai sottovalutata e sottaciuta, hanno shakerato un mix esplosivo che ha consentito all’Avellino di inanellare quattro vittorie di fila in campionato, proiettandolo addirittura in piena zona playoff.

La considerazione più naturale è, a questo punto, “chi l’avrebbe detto”, anche e sopratutto se si tiene conto del fatto che l’inizio del campionato dei lupi non aveva avuto l’abbrivio dei migliori auspici: com’è noto, infatti, si era iniziato con una società in gravissime difficoltà economiche e di gestione e con un allenatore che ben presto aveva dato oggettiva dimostrazione di non essere  riuscito a creare un gruppo con una vera e definita identità di gioco. Ad invertire la tendenza ha pensato poi la scelta della vecchia proprietà, certo, ma anche e soprattutto del direttore sportivo Salvatore Di Somma, di chiamare al capezzale di un paziente quanto mai in sofferenza  (eufemismo) il medico Ezio Capuano che, con un mix perfetto di sagacia tattica, pragmatismo, carisma, esperienza e concretezza anche talvolta un po’ sopra le righe, per altro attenzionata di recente anche dai media nazionali, è riuscito con pochi accorgimenti a girare le chiavi giuste per far esprimere ai suoi calciatori le loro potenzialità, atleti se pur giovani tutti di ottimo livello e di grandi  prospettive.

Ora sarebbe troppo facile ricordare che noi, quando la gran parte della piazza mostrava scetticismo (eufemismo) verso tale soluzione, abbiamo sostenuto che quella di Capuano fosse non solo la scelta giusta ma anche l’unica possibile, che quando la curva Sud fischiava e contestava Capuano e Di Somma, appellandosi alle origini salernitane dell’uno e presunte inopportune dichiarazioni dell’altro, ci siamo apertamente  e senza riserve schierati al loro fianco  proprio dalle pagine di questa rubrica. Ma tant’è,  noi l’avevamo detto. Noi non abbiamo cambiato idea, noi continuiamo a ritenere Salvatore Di Somma una bandiera e non un “infame” come in un non lontano passato si è improvvidamente letto su alcuni striscioni apparsi in città. Noi continuiamo a ritenere Salvatore Di Somma una garanzia per il presente ma soprattutto per il futuro dell’Avellino, vista anche la sua riconosciuta capacita di mediazione e indiscutibile esperienza. Così, ora, quando c’è anche il conforto dei risultati è davvero troppo facile.

Perciò, in perfetta coerenza,  nel plaudire all’avvenuto cambio al vertice dell’Us Avellino 1912 e nell’accogliere con i migliori auspici la nuova proprietà, speriamo non si abbiano “dolorosi squilibri negli assetti di base” e che, dunque, si possano davvero “blindare” alcuni punti fermi: stiamo pensando, accanto ai più volte citati allenatore e direttore sportivo, al sempre attento e disponibile addetto stampa Giuseppe Matarazzo.

Insomma, il vento intorno all’Avellino è cambiato, le minacciose nubi nere che si addensavano sul suo futuro sembrano essersi definitivamente diradate, ora  tocca a noi. Compattezza dunque, senza eccessi ma con il giusto entusiasmo, nel rispetto dei ruoli ognuno contribuisca a mantenere quell’unità  necessaria al raggiungimento dell’obiettivo stagionale, la salvezza o forse chissà...in fondo sognare non costa nulla. In bocca al lupo al nuovo Avellino e a mister Capuano. Cosa dire di più? Quod hodie non est, cras erit (ciò che non è oggi sarà domani).

Intanto,  in relazione alla recente notizia del rinvio a giudizio per responsabilità oggettiva dell’Us Avellino 1912, ci conforta l’apprendere che la nuova compagine societaria risulta  essere del tutto estranea ai fatti ascritti, al contempo, però, confidiamo nelle riconosciute, comprovate ed  apprezzate competenze dell’avvocato Chiacchio e dei suoi collaboratori per provare a limitare o  scongiurare eventuali possibili rischi che potrebbero gravare sul cammino della squadra nella stagione in corso.

È arrivato il Natale ed anche l’occhio sulla città ha bisogno di una pausa, un po’ di riflessione, un po’ ristoratrice e rigenerante, perciò, augurando a tutti i suoi lettori un sereno Natale ed un felice  anno nuovo dà  loro appuntamento a sabato 11 gennaio.

 

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