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    04/02/2023

L’occhio sulla città/Ma una rondine non fa primavera!

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_asilo_patrialav.jpgAVELLINO – Questa settimana il nostro occhio torna ad osservare direttamente la città e plaude all’avvio, da parte di Piazza del Popolo, di un  “piano di alleggerimento dei costi e della spesa”. Dopo il Mercatone un altro importante edificio storico cittadino, si prepara a rinascere: ci riferiamo all’ex “Asilo Patria e Lavoro” di via Terminio.

A quanto si apprende, infatti, Palazzo di Città ha venduto il bene all’ordine dei medici di Avellino, ritenendo congrua un’offerta d’acquisto di circa 485 mila euro. É giusto comunque sottolineare come, quella dei medici irpini, sia stata anche l’unica offerta pervenuta nei tempi stabiliti e previsti. Insomma l’ex asilo Patria e Lavoro - dopo anni di abbandono, incuria e degrado - si prepara a riprendere vita  con attività di interesse pubblico in ambito sanitario. Nei piani dei vertici dell’ordine, infatti, c’è la volontà di trasformarlo, oltre che in una nuova, moderna ed accorsata sede di rappresentanza, anche in un centro  polifunzionale, insomma, “un front office” al servizio della cittadinanza, in centro città.

Una procedura di vendita espletata non senza difficoltà, visto l’esposto avverso presentato da un consigliere d’opposizione, ma per la quale un’opportuna  consulenza legale avrebbe poi garantito la legittimità del percorso intrapreso. La cessione dell’ex asilo Patria e Lavoro che ha consentito all’ente di Piazza del Popolo un primo notevole introito per circa cinquecentomila euro rientra, come detto, in un più ampio e articolato progetto di “ alleggerimento dei costi e della spesa” , che dovrebbe persino prevedere, tra gli altri, nel breve periodo, proprio la cessione di parte dell’edificio che attualmente ospita la casa comunale cittadina.

Accanto a questo, in un’ottica di sgravio per le già tanto sofferenti casse comunali, ci torna alla mente l’atavica condizione di degrado e di abbandono di cui è ormai sempre più ostaggio l’ex Eliseo. Oggetto di più di un nostro sguardo, la struttura si trova ad essere ciclicamente  involontario bersaglio dello scaricarsi di becere frustrazioni di writers e teppistelli d’occasione, che non trovano di meglio che lordare le sue mura, vandalizzare le sue sale interne o come accaduto  di recente, lordare  tutta la pavimentazione della strada e della piazza che ospita la struttura.

Ricordiamo male o la prossima gestione dell’ex Eliseo, nostra futura“Casa del cinema” dovrebbe  poter essere garantita da una  “Fondazione a partecipazione”, proprio a maggioranza  comunale? Una celere e soprattutto definitiva risposta è dovuta prima di tutto alla città, ormai sfinita ma non rassegnata  al permanere di tanto pressappochismo.

Ammettere una propria impossibilità o indisponibilità non è sempre una sconfitta: perciò, valutare, eventualmente, una soluzione di alienazione del bene anche per la struttura di via Roma potrebbe diventare un’occasione per un’opportunità ad un effettivo,  concreto e reale  rilancio della cultura del capoluogo e non solo.

In attesa di quanto auspicato sarebbe tanto complesso ipotizzare sanzioni amministrative o quant’altro per coloro che si rendono protagonisti di tanto scempio? In fondo per le ripetute oscenità compiute le spese di riparazione dei danni non ricadono forse sempre su noi cittadini?

Il riferimento all’ex Eliseo è solo l’esempio emblematico di quanto  indispensabile sia la necessità di una definitiva ed adeguata soluzione per le tante strutture che attendono cure e destinazione. Solo un altro esempio: la casa della cultura Victor Hugo. Speriamo di poter offrire a breve, almeno  per entrambi, positivi riscontri. Meno enjoy, dunque, è più concretezza nell’azione amministrativa.

In noi si troverà sempre un occhio vigile ed attento, capace di essere pungolo, certo, ma anche di saper rimarcare ed apprezzare quanto di buono  accadrà.

 

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