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    30/05/2024

L’occhio sulla città/Cultura, qualcosa sembra finalmente muoversi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura_teatro_4.jpgAVELLINO – Dopo una settimana di assenza torna l’occhio sulla città ed è lieto di constatare come continuino le buone notizie per il capoluogo: dopo anni di impasse, infatti, qualcosa sembra finalmente muoversi sul tema della cultura in città. Ricordate il cine-teatro Partenio di  via Verdi? Nonostante le contingenze del momento impongono la chiusura, dietro le quinte c’è chi lavora per il futuro.

“Unirsi per resistere e tornare più forti di prima”: è con questo spirito che i vertici del cine-teatro Partenio e quelli del Teatro d’Europa di Cesinali si sono uniti dando vita al “Consorzio Teatro Irpino”. Il consorzio, fondato e diretto da Luigi Frasca, direttore artistico del Teatro d’Europa, comprende anche il Teatro 99 Posti di Mercogliano. Ad oggi, dunque, i “teatri uniti per il territorio” raggiungono quota tre. Il consorzio è ormai pronto per vincere la sua  grande sfida: organizzare una prima stagione teatrale di qualità. La direzione artistica del cartellone sarà affidata a Luigi Frasca che, peraltro, sta già lavorando ad alcune produzioni.

“La nostra intenzione è comunque quella di pensare anche a cartelloni di spettacoli condivisi ma distinti. L’incertezza dettata dall’emergenza sanitaria ci impone di pensare di partire in autunno ma stiamo già lavorando a eventuali spettacoli estivi da mettere in scena sfruttando lo spazio antistante il Teatro d’Europa.” È quanto aggiunto nel merito da Luigi Frasca.

Non possiamo che accogliere con favore e soddisfazione il complesso di quanto appena affermato, nonché gli sforzi del cine-teatro Partenio nel rinnovarsi. A tal proposito vorremmo augurarci non  voglia mancare nella giusta attenzione all’accoglienza di persone con ridotta capacità di deambulazione o non deambulanti. Certi della sensibilità di tutti i membri del neonato consorzio attendiamo con l’ottimismo e la fiducia di sempre pronti a tornare su queste pagine per ringraziare per quanto sarà accaduto.

Accanto a questo non possiamo esimerci dal plaudire alla nascita della tanto invocata “Fondazione a partecipazione  per la cultura” nella nostra città: il notaio Pellegrino D’Amore ha infatti redatto lo statuto della “Fondazione a partecipazione per la cultura” a maggioranza comunale, adempiendo così all’incarico conferitogli da Palazzo di Città.

La fondazione avrà il compito di creare una rete di gestione per i principali luoghi della cultura del capoluogo: l’ex Eliseo,Villa Amendola, il Teatro Carlo Gesualdo, nonché, per specifiche iniziative, il rinnovato castello longobardo con la piazza e, con ogni probabilità, la Casina del Principe, per la quale, però, sono in corso  opportune valutazioni. A guidare la fondazione sarà un direttore generale, coadiuvato da un Cda con un suo presidente, che avrà il compito di gestire con il Comune le iniziative ed i progetti delle strutture.

Buone notizie anche per la Dogana:il suo progetto di riqualificazione, infatti, è affidato all’archistar  internazionale Massimiliano Fuksas. Ora lungi da noi voler discutere o criticare una scelta di così tanto spessore - sarebbe una follia -, gli umori dalla città, però, restano poco incoraggianti. Certo non hanno aiutato i toni forse un po’ troppo trionfalistici usati dal sindaco al momento dell’annuncio. È sembrato forse eccessivo l’affidamento diretto con un impegno di spesa decisamente sopra soglia per una cifra che sembra oscillare tra i 250 e i  290 mila euro, tenuto conto che si tratta di un progetto di riqualificazione conservativa della facciata e che si dovrà operare essenzialmente sulla parte retrostante dell’edificio.

È forse sfuggito alle parti interessate che le casse del Comune capoluogo vivono una condizione di grave sofferenza? Qualche perplessità dunque resta su una scelta tanto ardita ed ambiziosa ma vorremmo augurarci che questo e gli altri progetti oggetto del nostro sguardo di questa settimana, possano essere il detonatore capace di rompere il muro di immobilismo che pervade ormai da lungo tempo il capoluogo.

Che sia dunque il click per una nuova, reale e concreta sfida di programmazione. Il complesso di quanto appena affermato potrà essere un buon punto di partenza, a patto che, ad esempio, “il conferimento a Massimiliano Fuksas” non si consolidi in un metodo per sfuggire al dovere del confronto e della trasparenza amministrativa.

Si apra davvero e finalmente, insomma, il cantiere che porti a progettare la Avellino del futuro. Per favore, basta! Non più solo grandi sogni ma concretezza d’azione.

 

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