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    02/02/2023

L’occhio sulla città/Cultura: soliti annunci o vera rivoluzione?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura_teatro_4.jpgAVELLINO – A distanza di una settimana torniamo a guardare alla cultura nel capoluogo perché sembrano arrivare buone notizie nel merito, ma non possiamo fare a meno di chiederci: saranno soliti annunci o sarà  vera rivoluzione?

Ricordate il “Consorzio Teatro Irpino?” Ebbene, ci fa piacere apprendere che dalla seconda metà  di ottobre riprenderà a fare rete il consorzio fondato  da Luigi Frasca, direttore artistico del Teatro d’Europa di  Cesinali e che tiene insieme il Teatro d’Europa, appunto, ma anche il Cine-Teatro Partenio di via Verdi e il Teatro 99 Posti di Mercogliano: “La nostra intenzione è quella di offrire un cartellone di spettacoli condivisi ma distinti, con una stagione teatrale di grande qualità”. È quanto dichiarato  da Luigi Frasca. Significativo sottolineare anche come non dovrebbe mancare una fattiva e concreta collaborazione tra il Consorzio ed il “Teatro Pubblico Campano”.

In previsione della ripresa delle attività del Consorzio non possiamo che accogliere con favore e soddisfazione l’impegno del Cine-Teatro Partenio ad aver rinnovato le proprie sale. A tal proposito, teniamo a ribadire il nostro auspicio più volte rimarcato affinché non voglia mancare la giusta attenzione all’accoglienza delle persone con ridotta capacità di deambulazione o non deambulanti.

Certi della sensibilità dei vari attori in campo attendiamo con la fiducia e l’ottimismo di sempre, pronti a tornare su queste pagine questa volta davvero solo per ringraziare per quanto di  buono e positivo accadrà.

Accanto a questo non possiamo esimerci dal plaudire alla nascita della tanto invocata “Fondazione a partecipazione per la cultura” della nostra città: il notaio Pellegrino D’amore ha infatti redatto lo statuto della “Fondazione a partecipazione per la cultura “ a maggioranza comunale, circa quindici pagine, adempiendo così all’incarico conferitogli da Palazzo di Città. L’organismo ha, inoltre, superato positivamente lo scoglio dell’approvazione del Consiglio comunale ma è giusto sottolineare come il tutto sia avvenuto con i soli quattordici voti di maggioranza mentre l’opposizione, in dissenso, ha abbandonato l’aula. Ora, ultimo ma non secondario step per la fondazione, sarà la definitiva approvazione del prefetto.

La fondazione avrà il compito di creare una rete di gestione per i principali luoghi della cultura del capoluogo: l’ex Eliseo, la Casina del principe, Villa Amendola, il Teatro Gesualdo, nonché il rinnovato castello longobardo con la piazza ma solo per specifiche iniziative. A guidare la fondazione sarà un direttore generale, coadiuvato da un Cda con un suo presidente che avrà il compito di valutare e gestire con il Comune le iniziative e i progetti delle strutture.

Al di là dei toni fin troppo trionfalistici del sindaco Festa vorremo augurarci che per la gestione della fondazione saprà essere  garantita  la competenza, l’autonomia e la terzietà che merita. Non va  dimenticato nemmeno il dialogo costante e proficuo con l’opposizione consiliare: solo così, la fondazione potrà garantire al meglio la funzione di organismo collegiale qual è chiamata ad essere.

Buone notizie sembrano arrivare anche per il Teatro Gesualdo. Il sindaco Festa ha infatti di recente dichiarato: “Il Massimo della città avrà a breve la sua stagione teatrale, preparatevi a grandi sorprese”. Salvo poi fare spallucce sui ritardi accumulati e “sui partner di spessore scelti per la gestione e l’allestimento del prossimo cartellone”. Staremo a vedere, per ora appare ancora un primo cittadino sempre più appassionato del teatro dell’improvvisazione.

Un discorso a parte lo merita la Dogana: il Comune capoluogo continua a sfidare l’Anac (Autorità nazionale anti corruzione) con un ennesimo ricorso al Tar, ritenendo valide, nonostante diverse diffide proprio dell’Anac, le procedure di affidamento dell’incarico per il restauro conservativo della Dogana a Massimiliano Fuxas il quale, peraltro, ha già preferito lasciare l’incarico. Il rischio concreto di una strumentale ed immotivata testardaggine potrà essere quello di perdere definitivamente i fondi europei destinati al progetto.

Ci chiediamo allora: non sarebbe meglio desistere ed  indire quanto prima un concorso di idee aperto anche ad architetti irpini? Sarebbe un bel modo per provare a riguadagnare credibilità: invitiamo ad attenta riflessione.

Che tutto questo dunque sia il click per una nuova reale e concreta sfida di programmazione per la città.

Si apra davvero e finalmente, insomma, il cantiere che porti a progettare l’Avellino del futuro. Un buon viatico, a patto che non si permetta il consolidarsi di un metodo per sfuggire al dovere del confronto e della trasparenza amministrativa.

Per favore ora basta! Non più solo grandi annunci, grandi sogni ma grande concretezza d’azione.

 

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