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    02/02/2023

L’occhio sulla città/Un altro mondo

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La Beata Vergine della FeritaAVELLINO – Al nostro occhio è bastato allontanarsi per qualche giorno dalla città cambiando il suo punto d’osservazione, cambiare paesaggio, cambiare realtà per avere la plastica percezione di essere davvero in  “un altro mondo”.

Ricordate i  “dettagli” che  osservando e passeggiando per la nostra città saltano inevitabilmente all’occhio? Ebbene, visitando Forlì, Ravenna e Cesena ci si accorge che quegli stessi “dettagli”  qui saltano all’occhio al contrario e l’averlo costatato, credeteci, per noi che per professione e vocazione raccontiamo osservando, è davvero un colpo al cuore: ordine, attenzione ai dettagli, appunto, minuziosa manutenzione e cura degli spazi, pulizia costante e sempre garantita, cura del verde, piena accessibilità garantita a tutti ovunque e molto altro ancora, divengono una costante che tutti sanno far propria. Insomma ci viene da pensare che ci siamo trovati di fronte ad un perfetto esempio di oculata   programmazione, spiccato senso civico e di volontà, in una parola, di civiltà.

Di seguito un esempio a certificare quanto appena affermato e descritto relativamente alla piena accessibilità a persone con ridotta capacità di deambulazione o non deambulanti: la basilica di San Mercuriale a Forlì con il suo splendido chiostro, in cui Sant’Antonio da Padova ebbe una sua epifania alla città, evento celebrato da una targa; la cattedrale di Forlì, al cui interno si può ammirare, tra l’altro, la Beata Vergine della Ferita, custode di una suggestiva storia; la chiesa di San Francesco a Ravenna, la tomba del sommo poeta, con l’attiguo giardino in cui è ben visibile il cumulo sotto  il quale furono nascoste e custodite le ossa dantesche.

Da ricordare anche “casa Dante”, con il complesso museale in cui sarà possibile visitare una mostra e, fino alla fine dell’anno, una selezione di quadri a tema dantesco proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze. Il tutto nell’ambito delle celebrazioni che la città di Ravenna dedica a Dante nel settecentesimo anniversario della sua morte.

Invitiamo ad una visita di questi luoghi, di queste realtà, visita che sentiamo vivamente di consigliare anche al nostro sindaco ad ai nostri amministratori: perché, in fondo, se la “rivoluzione Avellino” più volte annunciata continua a rimanere oggettivamente statica caratterizzandosi solo per un’assoluta “mediocrità senza argini” e se l’inerzia di chi è chiamato a porre il giusto rimedio per rendere anche la nostra città, per quanto  possibile, conforme  a quanto appena descritto dovesse corrispondere a incapacità e/o insipienza, allora sarà imperativo poter dimostrare quanto possibile sia la soluzione quando sono la perizia e la volontà a ricercarla.

 

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