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    02/02/2023

L’occhio sulla città/Un capoluogo in apnea

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L'ex cinema Eliseo AVELLINO – Il nostro occhio questa settimana torna a guardare direttamente alla città e ritrova un capoluogo in apnea non solo per i risultati poco lusinghieri giunti anche quest’anno “dall’ecosistema urbano – la classifica stilata dal “Sole 24 Ore, che prende in considerazione indicatori quali la qualità dell’aria, la qualità della vita, l’attenzione al verde e molto altro  ancora e che vede Avellino sprofondare al settantaquattresimo posto in ambito nazionale, con una perdita di ben quarantatré posizioni rispetto allo scorso anno – ma anche perché osserva una città inerte, abulica e senza slanci: qual è, in fondo, la missione precipua di un’amministrazione che lavora se non quella di rendere viva e vivibile una città?

È questo l’interrogativo attraverso cui vorremmo sollecitare la giusta attenzione da parte di Palazzo di città partendo nuovamente da tre nostri luoghi  simbolo: l’ex Eliseo, abbandonato, sempre più involontaria vittima dello scaricarsi delle più becere frustrazioni dei soliti writers o teppistelli d’occasione che nei loro raid notturni non trovano altro interesse che lordare le sue mura e la pavimentazione, mandare in frantumi i vetri delle sue porte e finestre o peggio vandalizzare le sue sale interne, e ora diventato bivacco e riparo per senza fissa dimora o , in un’evoluzione delle ultime settimane, ritrovo e riparo per chi decide di marinare la scuola.

Insomma, da futura nostra “Casa del cinema”, rischia di diventare emblema del “teatro degli orrori amministravi.” Sottilissimo, infatti, il confine tra l’irresponsabilità dei giovani vandali appena menzionati e  le responsabilità di un’amministrazione incapace di immaginare ad oggi un futuro per la struttura e che,  al di là dei soliti sterili annunci trionfalistici, non ha fatto  seguire fatti.

Perché accade tutto questo?  Per mancanza di volontà? Insipienza? Incapacità o cos’altro? Che fine ha fatto la “ Fondazione per la cultura”, la fondazione a partecipazione a maggioranza comunale, nata proprio per  assumere l’onere della gestione dell’ex Eliseo e le altre strutture culturali della città? Insomma cosa c’è sotto?

Interrogativi, questi, rispetto ai quali non ci si può più sottrarre, dai quali non si può più scappare: la città reclama, pretende e merita risposte chiare, nette, efficaci soprattutto immediate e finalmente, speriamo, risolutive.

Noi, dal nostro canto, oltre che continuare ad assicurare occhio vigile sulla questione, non possiamo non ricordare come l’argomento sia stato oggetto di più di un nostro sguardo. Invitiamo, pertanto , ad un’attenta rilettura degli stessi: si potrà ritrovare magari qualche spunto interessante ad evitare soluzioni estreme,  pensare ad esempio addirittura ad una cintura di filo spinato lungo il perimetro della struttura sarebbe oggettivamente troppo, ma una recinzione, una ronda, un servizio di vigilanza o di guardiania chissà. Staremo a vedere.

In un quadro di desolante approssimazione ed ingiustificato disinteresse duole dover  apprendere come la Casina del principe si aggiunga al novero delle strutture culturali comunali “senza un futuro ben definito”. Da qualche giorno, infatti, l’associazione “Avionica” ha , come da contratto, concluso la sua esperienza di  gestione della Casina . È utile sottolineare come l’amministrazione  Festa, nel merito, abbia già fatto sapere di non voler concedere proroghe di contratto, ed anzi di voler riservare alla struttura altre funzioni e destinazione, ad oggi però sconosciute ai più. Un altro portone che si chiude in città con tempi di riapertura purtroppo desolatamente incerti.

Destino non dissimile quello del vicino Teatro Gesualdo per cui, al di là dei soliti annunci trionfalistici del sindaco e dei previsti concerti di Claudio Baglioni e Massimo Ranieri, da Palazzo di città si continua a fare spallucce sui “partner di spessore” scelti per la gestione e l’allestimento del prossimo cartellone.

Non va dimenticato che il sindaco Festa, all’atto del suo insediamento, ha voluto tenere per sé proprio la delega alla cultura, a significare una volontà ad una più oculata gestione del settore, proposito nei fatti ampiamente disatteso.

Se tanto ci dà tanto, non si potrebbero cogliere gli estremi per pensare ad una richiesta di commissariamento alla Regione Campania  anche per il settore cultura, come già avvenuto con il “Piano di zona sociale” e le  politiche sociali, guarda caso un altro settore la cui delega il sindaco Festa aveva preferito tenere per sé?  Quesito, questo, che giriamo ad esperti della materia.

Non facciamo venir meno, comunque, la non celata speranza che presto possano giungere, nel merito, rassicuranti risposte di concretezza anche dal nostro sindaco e dai nostri amministratori.

 

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