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    02/02/2023

L’occhio sulla città/Chiediamo scusa

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura_gesualdo_teatro.jpgAVELLINO – Lo scorso fine settimana si è aperta la stagione del Teatro Carlo Gesualdo: avremmo voluto raccontarvi di una due giorni di ripartenza per la città, avremmo voluto raccontarvi di un capoluogo vestito a festa, pronto da par suo ad affollare il teatro come si conviene ad una Prima, insomma avremmo voluto raccontarvi di una ripartenza, avremmo voluto raccontarvi dell’inizio della tanto auspicata “nuova normalità”. Avremmo voluto, sì, avremmo voluto perché ci ritroviamo a raccontarvi un altro flop, l’ennesima figuraccia, questa volta da Oscar, perché proprio con un Premio Oscar, per il nostro sindaco e l’intera amministrazione comunale.

Ad accogliere il maestro Nicola Piovani e la sua orchestra, infatti, una sala semi vuota con circa 300 spettatori paganti a fronte dei circa 1200 posti a disposizione. Si è dato prova, ancora una volta di un’organizzazione degna del miglior teatro dell’improvvisazione. Grossi ritardi nell’allestimento del cartellone, nessun tipo di pubblicità, nessun manifesto negli appositi spazi dinanzi al teatro o per le vie del capoluogo, gli organi di stampa completamente tagliati fuori, il sito internet del teatro fuori uso, biglietteria  in presenza e linea telefonica attivate solo poche ore prima dell’inizio dello spettacolo.

Una situazione, questa, che ha generato già  malumori nel nuovo direttore artistico del Massimo cittadino, Provenzano, ai più ancora poco noto. Insomma  un vero e proprio patatrac.

C’è di più: come si ricorderà per una pretestuosa, strumentale ed irremovibile sua volontà, il sindaco Festa ha da tempo ormai interrotto ogni dialogo con la Regione Campania e con il Teatro Pubblico Campano, l’ente regionale che negli ultimi anni ha allestito e gestito con riconosciuto successo il cartellone del teatro Gesualdo, preferendo assumere, in qualità di depositario della delega alla cultura, in prima persona il “rischio d’impresa” con ovviamente i costi a carico delle già sofferenti casse comunali.

La cultura non è soltanto patrimonio di chi la possiede ma è far sì che, per altri, divenga piacere e volontà a possederne. È davvero deludente riconoscere nei nostri amministratori la mancanza, in varia misura, di metacognizione intesa come “la capacità di osservare criticamente le proprie prestazioni”, indispensabile perché di fronte ai grandi problemi possano coesistere il dubbio ed il dialogo.

Se tanto ci dà tanto... non possiamo che, per parte  nostra, chiedere scusa.

A  contrappunto di tutto quanto appena affermato e descritto c’è il Cine-Teatro Partenio di via Verdi che, grazie al “Consorzio Teatro Irpino”, di cui fa parte insieme al Teatro d’Europa di Cesinali ed al Teatro  Novantanove Posti di Mercogliano ma anche e soprattutto alla partnership stipulata proprio con il “Teatro Pubblico Campano”, ha allestito un cartellone di tutto rispetto e per tutti i gusti. “La nostra intenzione è di offrire alla città un cartellone di spettacoli condivisi ma distinti”: è quanto dichiarato nel merito da Luigi Frasca, direttore artistico del consorzio.

Dato significativo e non secondario è anche il fatto che il Cine-Teatro Partenio ha fatto registrare il pieno di abbonamenti, mentre il “ fratello maggiore”,  parrebbe fermo a solo qualche decina. (Non vi è ad oggi, infatti, alcun dato ufficiale del Teatro Gesualdo nel merito). Per ogni altra informazione relativa al programma del Cine-Teatro Partenio basterà recarsi direttamente presso il botteghino di via Verdi o seguire la pagina Facebook del teatro.

È utile ricordare, inoltre, come dallo scorso mercoledì e fino all’otto dicembre, il Cine-Teatro Partenio ospiterà la quarantaseiesima edizione del “Laceno d’Oro International Film festival”.

Non possiamo che esprimere compiacimento e soddisfazione di fronte a tanto concreto attivismo, al contempo teniamo a ribadire il nostro auspicio, più volte rimarcato, affinché non voglia mancare la giusta attenzione all’accoglienza di persone con ridotta capacità di deambulazione o non deambulanti. Restiamo in fiduciosa attesa, staremo a vedere.

Tornando alla cultura in città ma più in generale allo stato di  profondo torpore e grave decadenza in cui da tanto, troppo tempo, si lascia vivere con  spavaldo pressappochismo e rassegnata indifferenza il capoluogo, come auspicato in più di un’occasione proviamo a diventare primi fautori di una “rivoluzione civica”; spogliamoci della nostra passività, se necessario affolliamo le nostre piazze, esponiamoci con convinzione perché, come scriveva Ugo Foscolo sul Monitore, “lo sguardo vigile dei cittadini è sentinella di libertà e democrazia”. E questa rubrica sarà sempre pronta a garantirlo, come da prassi ormai consolidata. Insomma, basta scuse ma finalmente solo impegno e concretezza d’azione.

Un primo concreto segnale a farci uscire dalla passività è venuto dal documento “prima che sia troppo tardi” redatto e presentato alla città lo scorso lunedì al circolo della stampa  dall’associazione irpina Controvento. Invitiamo a leggerlo con la giusta attenzione, si potranno cogliere spunti interessanti. Speriamo sia il primo passo di una marcia verso un nuovo futuro per la nostra Avellino.

 

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