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    16/07/2024

L’occhio sulla città/Quando la toppa è peggio del buco

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_santa_rita.jpgAVELLINO – Avremmo voluto raccontarvi di un tunnel che, a quindici anni dalla posa della prima pietra e con circa trenta milioni di euro spesi, sembra ormai pronto ad essere finalmente consegnato alla totale fruizione della cittadinanza: a quanto si apprende, infatti, perché il tunnel sia pienamente operativo mancherebbe solo una centralina o cabina elettrica che dovrà erogare corrente ai ventilatori all’interno della galleria. Avremmo voluto raccontarvi dell’apprezzabile idea di valorizzare Borgo Ferrovia ed in particolare i locali dell’ex Isochimica,  dopo l’attenta e meticolosa bonifica, immaginandovi all’interno  un mercato coperto, insomma avremmo voluto raccontarvi di qualche sprazzo d’attivismo, invece no! Dobbiamo ancora raccontarvi del beffardo pressappochismo dell’amministrazione Festa e di come, a volte, la toppa è peggio del buco: anche a seguito di numerose segnalazioni da parte di cittadini, è stato davvero un pugno nell’occhio, oltre che un pugno nello stomaco, l’aver constatato che nel centro storico, in via San Francesco Saverio, strada che costeggia la chiesa omonima, conosciuta  anche come “chiesa di Santa Rita”, piuttosto che procedere ad un’attenta ed accurata sistemazione dei basoli, per volontà del nostro primo cittadino, con un vero e proprio blitz si è ricoperta la pavimentazione con una scriteriata colata di bitume nero.

Ora, se l’amministrazione Di Nunno ha caratterizzato, tra l’altro il suo agire amministrativo profondendo ogni  sforzo anche  nella salvaguardia dei basoli del centro storico addirittura richiamando in servizio operai qualificati che mostrassero ai più giovani come procedere alla corretta posa di questa particolare pavimentazione, quasi a voler tutelare e difendere la memoria della “ vecchia Avellino”,  di contro oggi assistiamo ad una quasi ciclica violazione della storia e  della memoria del capoluogo.

A parziale giustificazione di quanto accaduto, l’amministrazione Festa adduce che si è trattato di intervento temporaneo ed amovibile a tutela della pubblica incolumità, ed in occasione di “una processione tanto seguita e sentita dagli avellinesi come quella di Santa Rita”.

Vogliamo augurarci che sia davvero così e non che a rendere amovibile l’orribile striscia di asfalto sia solo l’inesorabile scorrere del tempo, soprattutto se, come sembra, a breve il centro storico dovrà essere interessato da lavori di riqualificazione anche in vista di una possibile prossima pedonalizzazione della zona.

La tesi  dei vertici di Palazzo di Città appare davvero labile, di fronte alle molteplici occasioni di rischio per la pubblica incolumità che la città offre: per averne compiuta contezza, basterà verificare direttamente o anche solo rileggere i nostri numerosi sguardi sui “rattoppi in città “. Nell’occasione in esame, forse, sarebbe bastato un semplice tappeto mobile, ad evitare ansie, preoccupazioni o possibili spiacevoli inconvenienti.

Si potrà obbiettare che i basoli non risultano ideali nemmeno ad un passaggio carrabile ma tant’è, questa è un’altra storia. Anche perché ci pare di ricordare che si è di fronte ad un’area sottoposta a vincolo da parte della sovrintendenza. Viene da chiedersi, allora: si è debitamente informato per tempo il suddetto “organo di controllo e vigilanza” delle intenzioni di Palazzo di Città? E la Curia? Altro organo che necessita essere debitamente informato prima di procedere ad iniziative del genere.

È utile sottolineare ancora come sembrerebbe sia stato depositato, presso la Procura della Repubblica del capoluogo, un esposto da parte di un comitato di cittadini residenti nella zona, avverso a quanto “disposto” da Piazza del Popolo.

Ennesimo scempio perpetrato da un  governo cittadino che stenta a fare tesoro degli errori, delle  “disattenzioni” del passato e che, anzi continua spavaldo a contraddistinguersi per una statica  “mediocrità senza argini”, che  indigna ed offende.

Con l’illusione o con il “vizio della speranza“ che presto possa esserci davvero una concreta e tangibile inversione di tendenza, ci siamo e ci saremo con l’occhio vigile ed attento di sempre.

 

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