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    30/05/2024

L’occhio sulla città/Incognite di un disastro urbanistico annunciato

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_metro_leg.jpgAVELLINO – Il prossimo 6 luglio partirà la metropolitana leggera di Avellino. Tutto questo non solo per la ferma volontà del sindaco Festa ma anche e forse soprattutto per ragioni di opportunità: la mancata ultimazione con la messa in esercizio e dunque l’entrata a regime nei tempi dati, infatti, comporterebbe il venir meno dei fondi erogati dal ministero dei Trasporti, dalla Regione Campania e dalle istituzioni europee per il finanziamento del progetto, nonché la restituzione da parte di Palazzo di Città dell’intero importo già investito nell’opera.

In più di un’occasione abbiamo espresso tutte le nostre perplessità verso la reale convenienza ed efficacia di questa scelta, perplessità che per la verità restano inalterate, ma tant’è. Anzi, più passa il tempo e più si fa strada l’opinione diffusa che comunque i “contro” alla partenza della metropolitana leggera superino di gran lunga i “pro”. Considerando il tutto, infatti, sembrerebbe che il tracciato non comprenda l’intera città, che per lasciar spazio alle corsie preferenziali - che già comportano un inevitabile restringimento della carreggiata - si dovrà eliminare anche una gran parte delle aree di sosta con strisce blu per le auto, senza aver preventivamente immaginato un organico piano parcheggi, propedeutico ed essenziale ad un coretto avvio di un tale progetto. Senza dimenticare la scellerata sequela di sensi unici a cui si dovrà dar seguito per far partire questa “rivoluzione green” come per via Colombo e corso Europa. Solo per citare quelli che saltano all’occhio.

È giusto tener conto, nel merito, anche delle sacrosante rimostranze dei commercianti delle zone appena citate, che traggono vantaggio proprio dalla breve sosta delle auto. Nonché di quella parte di cittadini che necessitano di inevitabili spostamenti con vettura privata.

Ad aumentare i “contro” ci sono alcune osservazioni incontrovertibili: lo stato di degrado in cui versano alcune delle strade interessate dal tracciato con buche, rattoppi, rialzi  e avvallamenti. Una situazione questa che rischia di compromettere anche la corretta sistemazione dei cordoli per le corsie preferenziali, pensiamo a via Francesco Tedesco, ed è solo  un macroscopico esempio.

Senza dimenticare che le vetture della metropolitana leggera sembrano essere eccessivamente grandi e, ancor peggio, ad oggi appaiono targate, impolverate, dimenticate dal solito beffardo immobile pressappochismo dal lontano 2006. Nonostante tutto l’amministrazione Festa si dichiara ottimista rispetto alla riuscita di questa “rivoluzione sostenibile”.

Come si ricorderà, la metro leggera è stata oggetto di più di un nostro sguardo ed oggi, come in ogni altra occasione d’analisi, ci chiediamo: non sarebbe stato meglio dirottare i fondi destinati allo sviluppo di tale progetto per l’acquisto di autobus e pullman elettrici e dunque a basso impatto ambientale, sfruttando magari l’opportunità offerta dalle competenze e dalle maestranze di “Industria Italiana Autobus” di Flumeri?

A noi Avellino appare sempre più involontaria protagonista di uno strano gioco dell’oca: mentre l’Italia in tema di trasporto pubblico guarda avanti dotandosi di una tecnologia moderna, innovativa ed al passo coi tempi, il capoluogo compie due passi indietro dotandosi di una tecnologia nei fatti tanto obsoleta da essere già in voga negli anni Sessanta. Ma tant’è.

Ora però  bisogna evitare la beffa e provare ad uscire dall’impasse con il minor danno possibile e vigilare sulla futura gestione: perché “errare è umano ma perseverare è diabolico”. Con l’auspicio che possa davvero essere la scelta migliore nell’interesse della città, auguriamo buon lavoro.

Un’ultima considerazione però sentiamo comunque di farla: se il giudizio dominante è accertato essere sfavorevole perché obsoleta, impattante sullo stile di vita della nostra città, sconvolgente nella nostra quotidianità per il nuovo assetto stradale, il nostro sindaco, che pubblicamente ha ricordato di un’opera ereditata e conclusa durante il suo mandato solo per evitare sanzioni amministrative o esborsi insostenibili per la nostra città, forse avrebbe potuto profondere ogni sforzo alla ricerca di una soluzione legale alternativa a questo disastro urbanistico.

Forse è chiedere troppo, eppure di legali eccellenti il nostro foro è ben fornito.

A margine: ciò che non può essere più tollerato sono i continui atti di vandalismo compiuti a danno della città di cui le cronache, ormai quasi quotidianamente, non smettono di fornire dettagliata notizia: prima l’ex Eliseo, poi i bagni pubblici di piazza Libertà, ora, prima la “guidatrice impazzita” di via Cavour, poi i ragazzini che si divertono a giocare a calcio con i dissuasori dei cordoli della nascente metro leggera in via Colombo.

Insomma, un malcostume diffuso che indigna ed offende: soliti teppistelli d’occasione che continuano a scaricare le loro più becere frustrazioni violentando l’immagine della nastra città.

Ben vengano, dunque, le “severe condanne e le sanzioni esemplari” preannunciate dal sindaco e  dal comandante della polizia municipale Michele Arvonio,

Noi proviamo a suggerire nel merito per i colpevoli, ove  possibile, anche “ la messa alla prova”.  Staremo a vedere. Con l’auspicio che l’individuazione dei responsabili non rimanga il solito infruttuoso impegno sulla parola.

 

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