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    25/06/2024

L’occhio sulla città/Dalle parole ai fatti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_chiesa_santa_rita.jpgAVELLINO – Avremmo voluto raccontarvi che nel centro storico, in via San Francesco Saverio, la strada che costeggia la chiesa omonima, conosciuta anche come chiesa di Santa Rita, si è finalmente proceduto ad una minuziosa opera di sistemazione dei basoli, avremmo voluto raccontarvi che dunque il trenta giugno, come da impegno assunto da Palazzo di Città si fosse proceduto a rimuovere l’orribile striscia di asfalto nero, avremmo voluto raccontarvi del successo dell’isola pedonale nel centro storico. Invece no! Ancora una volta invece dobbiamo raccontarvi del solito beffardo pressappochismo dell’amministrazione Festa.

Siamo al ventitré luglio e tutto è vago e leggiadramente indefinito: la sconsiderata colata di bitume nero è ancora lì a far bella mostra di sé, come ancora lì è l’esposto presentato da un comitato di cittadini residenti nella zona del centro storico avverso alla decisione assunta con un  vero e proprio blitz notturno dal nostro primo cittadino. La Sovrintendenza e la Curia, organi di controllo e vigilanza, che necessiterebbero di essere debitamente informati prima di intraprendere iniziative del genere, continuano ad essere inspiegabilmente ignorate.

L’isola pedonale del centro storico, al di là dei soliti proclami trionfalistici, non sembra obiettivamente aver prodotto i risultati sperati, anzi…parrebbero mancare perfino le necessarie autorizzazioni ad elevare sanzioni verso i trasgressori della nuova Ztl: nel merito il Comune sembrerebbe addirittura dover rispondere ad un’ennesima diffida da parte della Curia per aver installato una telecamera per la videosorveglianza davanti al palazzo vescovile senza aver preventivamente consultato  proprio la  Curia.

Insomma, ennesimo scempio perpetrato da un governo cittadino che stenta a far tesoro degli errori e delle “disattenzioni” del passato e che, anzi, continua spavaldo a contraddistinguersi per una “mediocrità senza argini” che indigna ed offende.

A contrappunto a tutto quanto appena affermato e descritto c’è “l’uomo del fare”: una frase troppo spesso abusata nel mondo della politica ma che riteniamo si confaccia perfettamente al nostro vescovo Arturo Aiello. Egli, infatti, è fautore dell’ultimo slancio d’attivismo nel capoluogo: il restyling proprio della chiesa di San Francesco Saverio e di un progetto più ampio che gradualmente coinvolgerà l’intero patrimonio ecclesiastico cittadino.

Il progetto in esame prevede il restauro della facciata ed una rinnovata illuminazione ad hoc per la chiesa di Santa Rita. Nei piani della Diocesi, se non sorgeranno intoppi di sorta, c’è la volontà di svelare il nuovo volto della chiesa di San Francesco Saverio entro la fine dell’estate.

Ora, in considerazione del fatto che il lavoro di restyling coinvolgerà gradualmente tutte le chiese cittadine, ci permettiamo di sollecitare  nuovamente attenzione all’accessibilità delle persone con limitata o ridotta capacità di deambulazione: con riferimento alla chiesa di San Francesco Saverio,  ad esempio, si potrebbe abbassare, limare lo scalino d’ingresso o provvedere alla costruzione di uno scivolo o ancora all’applicazione di una pedana mobile. Pensiamo ancora alla chiesa di Costantinopoli o a quella dalle Oblate di via Trinità, ed è solo  qualche macroscopica “citazione”.

In questo quadro di limpida ed indiscutibile concretezza d’azione, non può essere sottaciuta la volontà della Diocesi di completare la riqualificazione urbana di Piazza Libertà con un intervento di restyling del palazzo vescovile edificato lontano dalla nostra chiesa  attedrale nella seconda metà del Settecento: il progetto già approvato dalla sovrintendenza e realizzato da ingegneri ed architetti di fiducia del vescovo, completerà il cono visivo da Corso Vittorio Emanuele, impreziosendo lo “skyline” dell’agorà per candidarsi ed essere la rinnovata porta d’ingrosso al centro storico.

Un proposito articolato ed ambizioso, che avrà il suo fulcro “nel disegno della fascia basamentale che verrà rialzata a doppia altezza” per un ritorno ad un portale maestoso, anch’esso a doppia altezza  a richiamare lo stile neoclassico. La facciata, oltretutto, sarà impreziosita da una nuova illuminazione ad hoc.

Da cronoprogramma, il nuovo volto del palazzo vescovile sarà svelato alla città in tempi relativamente brevi.

Accompagnati dal pragmatismo del nostro vescovo e dalla sua particolare sensibilità  verso i temi dell’accoglienza, della partecipazione e dell’inclusione, auguriamo buon lavoro e torniamo a chiederci: ma una sua  futura candidatura civica sarebbe proprio impossibile?

 

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