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    16/06/2024

L’occhio sulla città/Uno sguardo tra il compiaciuto e l’interrogativo

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Il fiume FenestrelleAVELLINO – Questa settimana il nostro vuol essere uno sguardo tra il compiaciuto e l’interrogativo: se da un lato, infatti plaudiamo ad una “ritrovata armonia” tra la nostra amministrazione comunale e la Regione Campania  relativamente alla riqualificazione e dunque alla nascita del “Parco regionale del Fenestrelle”, dall’altro ci chiediamo, cosa manca, quanto manca alla “nuova vita” dell’ex asilo Patria e Lavoro? Procediamo per ordine. Apprendiamo con soddisfazione, che il Comune  e la Regione  hanno raggiunto un’intesa per sbloccare il progetto del “Parco regionale del Fenestrelle”. Decisivo, nel merito, un incontro tra il vicepresidente regionale Fulvo Bonavitacola, l’assessore all’Urbanistica del Comune capoluogo Emma Buondonno e il dirigente regionale di settore Rosa Marmo. Si rende noto che, in tempi relativamente brevi, dovrà insediarsi una cabina di regia con compiti specifici di revisione complessiva del progetto, volti a modifiche, non sostanziali ma necessarie e propedeutiche a garantire “la stabilità della perimetrazione in accordo con il complesso quadro normativo regionale e nazionale”.

Giungono rassicurazioni, inoltre, sul fatto che il carattere regionale del Parco non è e non sarà in discussione. Ancora, parte integrante del progetto anche i Comuni di Mercogliano, Atripalda e Monteforte Irpino. Insomma, se non ci saranno intoppi di sorta il “Parco  regionale del Fenestrelle” vedrà la luce a circa vent’anni dall’idea progettuale. Fa piacere ricordare, infatti, che ad imprimere una spinta decisiva verso l’obiettivo di un parco urbano lungo il Fenestrelle fu il sindaco Di Nunno,  che tra 1995 e il 2003, recepì il primo piano regolatore,  firmato dallo studio Gregotti-Cagnardi, che prevedeva, appunto, l’istituzione del Parco.

A quanto si apprende, insomma, i tecnici sono al lavoro: rendere finalmente realtà il progetto, porterà senza dubbio giovamento a quei luoghi, magari immaginando percorsi tematici con ingresso a valle, con punti di ristoro, di ritrovo e aggregazione, aree jogging. Insomma, visione e lungimiranza, per permettere passeggiate immersi nella natura, alternative al solo ed  “eterno strùscio” lungo Corso Vittorio Emanuele. Chissà, staremo a vedere, tenuto conto anche che da sempre il nostro sindaco si dichiara particolarmente sensibile alla tematiche ambientali, nonché proprio alla questione in oggetto.

Proseguendo ad osservare verso il centro città, ecco la parte interrogativa del nostro sguardo: cosa manca, quanto manca affinché l’ex asilo Patria e Lavoro rinasca a nuova vita diventando la  sede di rappresentanza dei medici avellinesi?

Com’è noto, l’edificio è ormai da tempo acquisito a patrimonio dell’Ordine dei medici del capoluogo: i vertici di Piazza del Popolo hanno, infatti, concluso  tutto quanto di loro competenza con la consegna delle chiavi. Nonostante tutto la struttura continua ad essere preda di un beffardo quanto inspiegabile degrado-abbandono con le mura  esterne lordate dai soliti writers  e le  pareti e  gli spazzi interni oppressi dall’incuria.

Nelle intenzioni della proprietà, la struttura non dovrebbe limitarsi ad essere una mera sede di rappresentanza ma anzi diventare un centro polifunzionale con attività di interesse pubblico in ambito sanitario; prevista una sala convegni e riunioni, un comodo ed ampio parcheggio e tanto altro ancora.

Insomma, un front office al servizio della cittadinanza in centro città, in grado di rispondere con tempestività ed efficacia alle richieste ed ai bisogni di cittadini e pazienti.

Tutto molto bello, interessante ed apprezzabile, peccato solo che la nuova sede dell’Ordine dei medici doveva essere inaugurata e consegnata alla città entro giugno 2022. Siamo giugno 2023 e ad un anno di distanza si rende noto soltanto che,  l’inaugurazione dell’ex asilo Patria e Lavoro avverrà entro la fine dell’anno in corso. Staremo a vedere.

Intanto, in attesa di risposte celeri, esaustive  quanto giustificative dalle parti interessate sulle cause di questi ritardi e/o sulle motivazioni di questa tanto ampia dilazione temporale auguriamo buon lavoro.

In noi si troverà l’occhio vigile ed attento di sempre, capace di essere pungolo, certo ma anche di saper riconoscere e rimarcare quanto di buono presto accadrà.

Il prossimo sabato vi mancherà il nostro sguardo: è solo una pausa per concederci un momento di svago, dopo “una clausura forzata” da  condizioni meteo e da un clima  disattento e sbadato. Appuntamento a sabato ventiquattro giugno.

 

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