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    02/05/2026

L’occhio sulla città/Repetita iuvant (si spera…)

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Il ponte della FerrieraAVELLINO – Prosegue il nostro viaggio ripreso lo scorso sabato. Questa settimana vi accompagneremo in altre quattro tappe. Se abbiamo deciso di tornare a guardare a questioni già anche ampiamente affrontate, non è, ahi noi, per raccontare di buone notizie o di qualche sviluppo in positivo nel merito ma per costatare come,  in più di un caso, alle tante parole spese non si è, ad oggi, è ancora fatta seguire la concretezza dei fatti. Uno stimolo in tal senso, è venuto anche da recenti sollecitazioni di nostri lettori: perciò repetita iuvant, si spera…

Percorrendo via Due Principati,  siamo accolti da sterpaglie e fitta vegetazione che cresce rigogliosa nel vallone su cui sorge l’ex ospedale Capone, a fotografare anni di degrado ed abbandono. Ora, senza voler minimamente entrare nel merito di eventuali criticità e/o difficoltà, chiediamo e torniamo a chiederci: quale futuro per l’ex ospedale Capone? Esiste o no un soggetto o un ente attualmente responsabile della gestione della struttura? Se ne immagina un progetto di riqualificazione o di abbattimento? Invitiamo chi di dovere a fare finalmente chiarezza nel merito ed i comparti di competenza ad intervenire celermente per evitare il permanere di tale indecoroso quanto vergognoso status quo, anzi ove possibile o necessario, sarebbe auspicabile un intervento di Palazzo di Città a garanzia di una concreta, rapida, fruttuosa ma soprattutto definitiva risoluzione della vicenda.

Occorre pertanto sia profuso ogni sforzo volto ad un’azione sinergica in prospettiva di una sua futura rinascita o di ciò che potrà sorgere al suo posto: un’ampia area che ora più che mai merita di essere bonificata e restituita alla dignità del rinnovato ambiente circostante. Confidenti che “l’abitudine non continui ad abbassare lo sguardo” ma che anzi, in un momento di sviluppo e di crescita per l’intera zona si possano presto definire anche le sorti dell’ex ospedale Capone, auguriamo buon lavoro.

Ora uno sguardo al vicino Ponte della Ferriera. Com’è noto, il ponte è interessato da lavori che investono, tra l’altro, il suo consolidamento e la sua messa in sicurezza. Era lo scorso maggio e da Palazzo di Città, nel merito, si rendeva noto che i lavori avrebbero avuto una durata non superiore ai quindici giorni dall’apertura del cantiere; successivamente, sempre da Piazza del popolo, si assicurava che il ponte sarebbe stato inaugurato e consegnato alla città entro l’inizio dell’anno scolastico 2024: ebbene siamo a sabato 8 marzo 2025 e il cantiere è ancora aperto. Dall’ammirazione  comunale giungono rassicurazioni rispetto al fatto che il ponte sarà inaugurato e consegnato alla città entro la fine di  settembre. Vogliamo crederci ed anche in questo caso auguriamo buon lavoro. Dal nostro canto, assicuriamo l’occhio vigile ed attento di sempre, pronti a registrare quanto di buono accadrà ma anche a pungolare, qualora l’impegno dovesse ancora  essere disatteso.

La terza tappa ci conduce in via Annarumma e sostando dinanzi all’ex caserma dei vigili del fuoco, ci rendiamo conto di come, passa il tempo, cambiano le amministrazioni comunali ma nonostante i propositi d’impegno nelle diverse campagne elettorali, continuino a mancare novità concrete nel merito. Ora, pur apprezzandone il trasferimento nella nuova sede sicuramente più funzionale ed all’avanguardia, non può essere sottaciuta la scia di degrado e di abbandono che ci si è  lasciati alle spalle. Una curiosità: sapevate che l’edificio per un breve periodo è stato sede del liceo scientifico  cittadino?

Ancora, dunque, come nel caso dell’ex ospedale Capone, non volendo minimamente entrare nel merito di eventuali criticità e/o difficoltà, chiediamo e torniamo a chiederci: se ne immagina un progetto di riqualificazione? Esiste o no un soggetto attualmente responsabile della gestione dell’ex caserma ? Esiste o no un ente di vigilanza sulla gestione del bene?

Invitiamo allora e sempre i comparti di competenza ad intervenire celermente ad evitare, anche in questo caso, il permanere di tale indecoroso vergognoso status quo: anche qui, ove possibile o necessario, sarebbe auspicabile un intervento di Palazzo di Città, a garanzia di una concreta, rapida, fruttuosa e soprattutto definitiva risoluzione della vicenda.

L’ex caserma di via Annarumma è sempre più sola, sempre più spesso involontario scenario dello scaricarsi delle più becere frustrazioni dei soliti vandali. Peraltro, ci pare di ricordare che l’edificio sia stato oggetto di plurimo furto di rame. Per non parlare dell’incontrollato sudiciume che attornia lo stabile ed i suoi spazi interni, nonché della condizione di pericolo per la pubblica incolumità.

Giustificato, pertanto, il nuovo invito a pensare ad una rinascita o comunque ad immaginare la migliore soluzione possibile. Anche in questo caso si tratta di un’ampia area che ora più che mai merita di essere bonificata e restituita alla dignità dell’ambiente circostante.

La quarta, più che una tappa, vuol essere un amaro contrappunto: ebbene, all’indubbia maggiore pulizia delle strade cittadine, duole il dover far oggi corrispondere il constatare un generalizzato quanto incontrollato sudiciume, dovuto per lo più ad escrementi e bisogni fisiologici dei nostri amici a quattro zampe. Fenomeno che tocca il suo apice in via Pironti che ormai finisce per assumere sempre più i contorni e le caratteristiche di una strada dedicata.

Lungo tutto il tratto della strada, infatti, si osservano marciapiedi invasi da deiezioni canine che rendono il cammino per i pedoni “non padroni”, un vero e proprio percorso a ostacoli. Nonostante la presenza su via Pironti di un apposito contenitore per la raccolta delle feci canine i marciapiedi sono costantemente imbrattati, in barba elle più elementari norme di igiene e di decoro. È quindi necessario ed urgente un appello alla civiltà ma ancor di più è ineludibile che chi di dovere intensifichi i controlli sull’intero territorio cittadino applicando le dovute sanzioni.

Le multe  per il mancato rispetto delle ordinanze in vigore e dunque anche per chi non raccoglie le deiezioni canine possono raggiungere un massimo di cinquecento euro.: “perché tu che lasci sporcizia, tu che non raccogli la cacca del tuo cane, non potrai mai capire ed apprezzare la bellezza delle piccole cose”. Ancora quattro esempi per dare prova di fatti e di responsabilità.

A margine: dallo scorso mercoledì il calcio ha perso una delle sue voci storiche, ci ha lasciato infatti Bruno Pizzul. Voce iconica della Nazionale, ha raccontato le gesta degli azzurri, con sobrietà, eleganza e con un’enfasi mai urlata. È stata la colonna sonora degli sportivi, l’originale cornice dell’evento che raccontava. Famosi i suoi stilemi, divenuti caratterizzanti il linguaggio del telecronista: “ed è gol, tutto molto bello, quel grappolo di uomini, cincischia, soffriamo, ha il problema di girarsi…”. Ci mancherà.

 

 

 

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