AVELLINO – Prosegue il nostro viaggio intrapreso ormai da qualche settimana e tanto apprezzato da voi lettori. Questo sabato vi accompagneremo in cinque tappe “tra sicurezza, maggiori controlli e occasioni mancate.
La prima tappa ci fa pensare a due occasioni che appaiono mancate, almeno per ora…Siamo a via Morelli e Silvati e sostiamo dinanzi al centro sociale Samantha Della Porta. La struttura, chiusa da cinque anni, è stata oggetto di un recente sopralluogo da parte di tecnici comunali, alcuni esponenti della commissione Bilancio di Palazzo di Città, del candidato sindaco per “Patto Civico” Rino Genovese e di alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.
“Si son trovati molti locali inaccessibili a causa di una massiccia presenza di materiale di risulta, stesso discorso per lo storico teatro interno. In più il centro necessita di interventi di manutenzione di una certa invasività, e presenta un’importante infiltrazione d’acqua ad un solaio all’ingresso. Nel complesso, però, le condizioni della struttura non sono critiche, inaccettabile continuare a tenerla chiusa”. Queste, le dichiarazioni a margine di uno dei presenti al citato sopralluogo. Ora, ci pare di ricordare che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale uscente come dell’attuale, ci fosse la volontà di riqualificare la struttura e concederla al Forum Giovani ed alle associazioni della città.
Confidenti che si assumeranno comunque scelte e decisioni il più funzionale possibile alle potenzialità del Samantha Della Porta, auguriamo buon lavoro.
C’è poi, il bell’edificio di nuova costruzione che sorge proprio di fronte al cento sociale: il complesso avrebbe dovuto ospitare un moderno ed innovativo centro di ricerca sulle malattie dello spettro autistico gestito dall’Università degli Studi di Salerno. Di questo progetto, però, anche a causa di una sopraggiunta volontà di “variazioni d’indirizzo” da parte del Comune, si son perse le tracce. Quale, allora, il futuro della struttura?
Si potrebbe immaginare di istituire al suo interno un “polo comunale par la prima e seconda infanzia”, con asili e tutto quanto ruota intorno ai primi mesi ed anni del bambino, tenuto conto che, ad oggi, Avellino non è una città a misura di bambino.
Consapevoli della sensibilità del sindaco Nargi verso questi temi, invitiamo a riflettere, certi che comunque si sapranno assumere scelte il più funzionali possibile alle potenzialità della struttura: perché nella nostra città, piuttosto che le occasioni perse e/o mancate, possano sempre più aumentare e prevalere le opportunità.
Mentre ci troviamo a registrare a Contrada Sant’Eustachio la mancata manutenzione con erba alta che ha ormai divorato i marciapiedi rendendoli impraticabili, apprendiamo che l’amministrazione comunale ha reperito le risorse necessarie ad alcuni interventi ormai non più procrastinabili per diverse strade del capoluogo: entro la metà del mese in corso, infatti, partiranno le gare d’appalto per il rifacimento del manto stradale di via Dorso, via Marconi, via Carducci, via Tuoro Cappuccini e via Colombo con i marciapiedi. Da Palazzo di Città si rende noto che, comunque, gradualmente si procederà ad una revisione globale di tutte le strade cittadine.
Accompagnati, dunque, anche dalla soddisfazione e dalla piacevole percezione di essere stati ascoltati, auguriamo buon lavoro.
La quarta tappa ci conduce in Viale Italia, ancora nel tratto non alberato oltre l’incrocio semaforico: come si ricorderà, la zona è già stata oggetto di nostri sguardi, in particolare il muro di contenimento del “Polo enologico di Avellino”.
Ancor più di recente, poi, avevamo apprezzato l’impegno e la cura con la quale si è posto rimedio ad una falla del marciapiede che costeggia il muro. In questa occasione, invece, vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull’ultima parte del detto muro, in particolare quella che insiste tra i due edifici da poco ristrutturati del “Polo enologico”: ebbene il muro oltre a presentarsi adornato da una florida vegetazione in gran parte costituita da “erba di muro”, attende solo la prossima pioggia abbondante per franare e così mostrare tutta la sua vetustà.
Invitiamo pertanto i comparti di competenza ad un sopralluogo nella zona ad inverare quanto appena affermato e descritto e a porre adeguato rimedio così da uniformare i buoni risultati già ottenuti e non vanificare gli sforzi
Con la quinta ed ultima tappa andiamo verso via Pini, la traversa che conduce all’autostazione ed alle “due Torri” cittadine: ebbene provate a percorrerla da soli, a piedi, in ora tarda, la confusione generata da persone di ogni età che fruiscono dell’autostazione, nel buio che la scarsa luce dei lampioni non riesce a sopraffare, e che non è raro cogliere anche nell’espletamento di loro bisogni fisiologici, crea nei frequentatori abituali della strada una condizione di giustificato allarme, paura ed insicurezza. Si chiede, dunque, oltre ad un sopralluogo ad inverare quanto affermato e descritto, un‘’illuminazione adeguata ed efficiente e magari anche l’istituzione di ronde di polizia municipale, polizia di Stato e/o carabinieri, ad evitare possibili sgradite sorprese.
Ancora cinque esempi per continuare a dare prova di fatti e responsabilità.




