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    02/05/2026

L’occhio sulla città/Una data che farà storia

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_poloenolog.jpgAVELLINO – Il 6 giugno 2025 è una data che Avellino e la sua provincia difficilmente dimenticheranno e che certamente farà storia. È la data d’inaugurazione del Polo enologico Abellinum, sul prolungamento di Viale Italia, struttura universitaria afferente alla Federico II di Napoli, un centro di micro vinificazione che consentirà ad Avellino di recitare un ruolo di riferimento assoluto in Italia ed in Europa nel campo dell’enologia. Insomma il seme  piantato alla fine dell’Ottocento dalle mani di Francesco De Sanctis continuerà a generare frutti nel luogo originariamente da lui stesso scelto.

Venerdì 6 giugno, come detto, si è riconsegnata interamente alla città dopo quasi un secolo l’antica Scuola Enologica di Avellino che ospiterà corsi di laurea ma anche e soprattutto il  centro di micro vinificazione. Saranno attivi laboratori all’avanguardia e padiglioni allestiti all’interno del prestigioso Istituto agrario, considerato un punto di riferimento nazionale  nel campo della formazione di settore.

L’antico podere annesso alla “Regia scuola enologica di Avellino”, oltre al citato centro di micro vinificazione, ospiterà il museo regionale del vino, laboratori di ricerca enologica, genetica, di analisi strumentali, di analisi  sensoriale, un laboratorio di microbiologia ed un laboratorio di aromi. Il complesso immobiliare, inoltre, avrà a disposizione un moderno auditorium ed una ricca biblioteca.

Un progetto, quello del Polo enologico di Avellino, nato da un’intuizione dalla presidente della Provincia Alberta De Simone nel 2008 e che ha trovato sviluppo in tutti i presidenti che si sono avvicendati alla guida di Palazzo Caracciolo: Gambacorta, che riuscì a sbloccare una parte delle risorse, ma anche Biancardi, Sibilia ed il commissario Coppola. È, però, con l’attuale presidenza Buonopane che il progetto si è sbloccato definitivamente, proprio quando sembrava essersi arenato.

Ora il sogno, in un futuro non troppo lontano, “è avere  una facoltà enologica di Avellino ed una laurea magistrale direttamente espressione del territorio” come spiega la presidente De Simone e come auspicato da tutte  le parti interessate.

Nel ricordare come il progetto del Polo enologico di Avellino sia stato oggetto di più di un nostro sguardo, ai quali rimandiamo per eventuali approfondimenti sul complesso di quanto appena affermato e descritto, auguriamo buon lavoro,

Non possiamo esimerci, inoltre, dal far cenno ad una parte del muro di recinzione-contenimento dei vigneti afferenti alla struttura che ormai stenta ad assolvere alla sua funzione, anzi attende solo una pioggia abbondante per crollare, mostrando così tutta la sua vetustà.

Vista la riconosciuta propensione all’attivismo dei vertici di Palazzo Caracciolo siamo certi che anche l’invito a questa attenzione sarà celermente accolto attraverso un intervento volto a porre il giusto ed adeguato rimedio. Noi,  intanto, assicuriamo l’occhio vigile ed attento di sempre, pronti a registrare quanto di buono presto accadrà.

Intanto, dal Consiglio comunale dello scorso mercoledì è arrivata la bocciatura del rendiconto di gestione 2024 e non è una bella notizia per il sindaco Nargi, certo, ma soprattutto non è una bella notizia per la città.

 

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