AVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana si esprimerà in prima persona per consegnarvi qualche considerazione sull’impasse che si sta vivendo a Palazzo di Città.
Se mi chiedeste di descrivere i sentimenti che mi hanno accompagnato nel seguire il Consiglio comunale dello scorso mercoledì, vi risponderei senza esitare che sono stati un misto tra rabbia e vergogna. Predominanti, infatti, ancora e sempre le ingiustificate e scomposte ingerenze che continuano a frapporsi sul cammino e sull’azione dell’attuale governo cittadino. Ingiustificate ingerenze che, nello specifico, presentano uno spiccato sentore di astiosa radicalità con cui si vorrebbe provare a chiudere anticipatamente la legislatura, aggiornando i precedenti della politica con un raro caso di una maggioranza che vota contro se stessa, assumendo poi tutti i rischi che ne conseguono.
Si imputa al sindaco Nargi “di non avere una visione di città, di non riuscire ad immaginare un futuro per Avellino”: beh, senza il tempo necessario per alimentare, programmare e costruire il presente è difficile poter pensare al futuro…
Ancora, tra le colpe del nostro primo cittadino si individua prima di tutto il non essere riuscito a segnare una netta discontinuità con l’amministrazione uscente. In realtà, mi pare di ricordare che la prima giunta Nargi, quella varata immediatamente dopo l’elezione a sindaco, fosse interamente tecnica ad eccezione di uno o due elementi. Peccato che poi, probabilmente, proprio per le ingiustificate e scomposte ingerenze di cui sopra, si è arrivati all’azzeramento della stessa.
Più di recente si è invocato un concreto cambio di passo da parte di questa amministrazione che, pur faticosamente, mi sembra essere arrivato, incappando però nelle persistenti fragilità d’equilibrio all’interno della maggioranza consiliare.
Fin qui i fatti a mercoledì 18 giugno. Lo scorso venerdì, 20 giugno, ecco la svolta: in un incontro con la stampa, il sindaco annuncia la volontà di aprire una fase nuova per la città “in netta discontinuità rispetto al recente passato, un patto per Avellino da sottoscrivere con chi ci sta: consiglieri comunali responsabili che aiutino a completare le opere in cantiere, a preservare progetti e a difendere e non disperdere un importante tesoretto per il futuro del capoluogo”.
Ora, partendo dall’assunto che Avellino non può fermarsi proprio ora e che si è oggettivamente e faticosamente ritrovata armonia istituzionale tra il Comune e la Regione Campania, sarebbe auspicabile il superamento di ogni interesse di parte per favorire la nascita di un “governo di scopo a termine”: un’alleanza programmatica ed un’agenda politica condivisa, a tutela e salvaguardia del bene comune, nell’esclusivo interesse della città.
In fondo, il ricorso alle urne non è in assoluto l’immediata soluzione: il preferire percorsi alternativi a quello tracciato dalla volontà dagli elettori, potrebbe portare ad un impantanarsi verso un immobilismo amministrativo che risulterebbe deleterio per tutti, a discapito delle tante istanze del capoluogo. Urge pertanto attenta riflessione.
Noi non possiamo che assicurare costante attenzione sperando che, è giusto ribadirlo, “il sonno della ragione si esaurisca presto: prendere le distanze può non bastare, può rappresentare una scelta immorale, un disimpegno colpevole”. Intanto restiamo ancora qui a comprendere la differenza tra sogno e obiettivo: “la data”, ci insegna Walt Disney, a fare da spartiacque non per tracciare un confine bensì per delineare un orizzonte.
Un’annotazione. Mentre scrivo apprendo della posizione del nostro vescovo, monsignor Arturo Aiello, che si dichiara “fortemente contrario all’eventuale possibile scioglimento del Consiglio comunale di Avellino ed incoraggia, invece, un ampio e convinto sostegno al patto per la città proposto dal sindaco Nargi”.
A margine: è arrivata l’estate e con essa il naturale quanto fisiologico bisogno di staccare un po’ la spina. Seguirà, pertanto, un periodo in cui vi sentirete meno osservati, un po’ più soli. Niente paura, è solo un po’ di meritato riposo. Appuntamento a sabato 19 luglio.




