NAPOLI – Oltre cinquecento studentesse e studenti hanno partecipato oggi, presso il Palazzo di Giustizia di Napoli, all’incontro “Napoli e Vittorio Occorsio, alle radici di una storia”, promosso per ricordare la figura del magistrato nel cinquantesimo anniversario del suo assassinio. Un momento di riflessione sulla storia della Repubblica e sul rapporto tra giustizia, scuola e nuove generazioni.
All’incontro sono intervenuti Susanna e Vittorio Occorsio, rispettivamente figlia e nipote del magistrato ucciso il 10 luglio del 1976; il procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, Aldo Policastro; il presidente della Regione Campania Roberto Fico; il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi; il rappresentante del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli Alfredo Sorge; la presidente della Sezione di Napoli dell’Anm, Leda Rossetti. La giornata ha ricevuto il sostegno del ministro per lo Sport e i giovani e dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Napoli.
“La presenza di così tanti giovani nel Palazzo di Giustizia – ha sottolineato la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli – dà il significato più autentico a questa giornata. Parlare di Vittorio Occorsio significa attraversare alcuni dei passaggi più delicati della storia della Repubblica e riflettere sui valori costituzionali che ha strenuamente difeso”.
“Occorsio – ha spiegato Covelli – fu chiamato a confrontarsi con fenomeni nei quali diritto, politica, terrorismo ed eversione si intrecciavano profondamente”.
“Ripercorrere il suo operato – ha aggiunto – significa comprendere il valore di una magistratura impegnata a ricostruire fatti complessi, seguire connessioni, ricercare la verità e applicare la legge, anche mettendo a rischio la propria vita. Vittorio Occorsio fu un autentico cercatore di verità. La Sua morte ha lasciato una traccia profonda nella storia della magistratura e della Repubblica. Accanto a lui ricordiamo i tanti magistrati e servitori dello Stato, anche rappresentanti delle Forze dell’ordine e di polizia, uccisi nell’adempimento delle proprie funzioni, mentre difendevano i principi di libertà, indipendenza e giustizia della nostra Costituzione: da Emilio Alessandrini a Guido Galli, da Girolamo Tartaglione a Mario Amato, da Gaetano Costa a Cesare Terranova, da Rocco Chinnici a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Rosario Livatino proclamato, ieri, patrono dei magistrati”.
L’incontro è stato promosso nell’ambito del progetto La Giustizia adotta la Scuola, a cura della Fondazione Vittorio Occorsio: “Il valore di questa iniziativa della Fondazione – ha evidenziato Covelli – sta nel portare la giustizia negli istituti scolastici e questi ultimi nei luoghi dove si esercita la giustizia. La memoria acquista forza quando si trasforma in conoscenza e formazione, avvicinando i giovani alle Istituzioni”.
“Questa riflessione assume a Napoli un significato particolare – ha affermato la presidente –. È una città che conosce profondamente la complessità del contrasto alla criminalità organizzata e il valore del lavoro quotidiano della magistratura – requirente e giudicante-, dell’avvocatura, delle forze dell’ordine, della scuola e delle Istituzioni. È anche una città ricca di energie culturali, sociali e giovanili”.
“Cinquant’anni dopo la sua morte, il modo più autentico di ricordare Vittorio Occorsio è lasciare che la Sua storia incontri il futuro. E oggi quel futuro ha il volto delle ragazze e dei ragazzi che sono qui con noi”, ha concluso.







































