AVELLINO – Domani prende il via l'anno scolastico 2025/26. Qui di seguito i messaggi di auguri agli studenti irpini da parte di Fiorella Pagliuca, provveditrice agli studi di Avellino, e del vescovo Arturo Aiello.
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Care studentesse e cari studenti, in questo giorno, in cui inizia ufficialmente la scuola, non nascondo l’emozione nel pensare a ciascuno di voi. La scuola, la nostra cattedrale laica, celebra il suo rito più bello e spalanca i suoi battenti ai vostri sogni. Varcate quella soglia con il sorriso e con tanta fiducia nel cuore; tornate a casa con lo stesso sorriso, consapevoli che in ogni ora di lezione trascorsa con i vostri insegnanti e i vostri compagni state plasmando la persona che diventerete.
Continuo irriducibilmente ad essere convinta che da grandi sarete ciò che sceglierete di essere a partire da oggi, tra i banchi di scuola. Si diventa persona scegliendo giorno per giorno che persona essere, quali sentimenti custodire, quali valori testimoniare. Scegliete di essere giusti, solidali, generosi, consapevoli, gentili: la cultura e la conoscenza vi renderanno liberi e profondi.
Scegliete con entusiasmo, con intelligenza e senso critico, ma soprattutto con il cuore. Imparate dai libri, ma anche dalle storie, dai volti, dai sogni degli altri. La vita è l’arte dell’incontro e la scuola è il luogo per eccellenza degli incontri speciali, di quelli che ti cambiano per sempre.
Non dimenticate mai il motivo per cui siete qui: accendere una scintilla dentro di voi e innaffiare un seme che attende solo di dare frutti. Non spegnete mai quella luce e vivete sempre amando l’umanità senza alcuna paura di ciò che non conoscete. La scuola appartiene a voi e ha senso se saprete riempirla di senso con impegno, con coraggio, con responsabilità.
In un tempo che sembra spegnere i sogni, siete nel luogo in cui ancora possiamo accendere un bagliore: raccontare il bene e la bellezza, coltivare la gentilezza, il rispetto, la pazienza e soprattutto costruire insieme un futuro di pace. Siete nel luogo in cui ogni giorno la speranza prende forma, dove il cuore si apre al possibile e dove è un dovere sognare un futuro più desiderabile per tutti nel mondo.
Cucite sogni con ago e filo di speranza, con il coraggio che non si arrende al buio, con la forza che si oppone alla disumana apocalisse di morte e distruzione che sta uccidendo migliaia di bambini e civili indifesi in più parti del mondo. Siete nel luogo dove si compiono gesti autentici, dove si raccontano storie sincere, dove vi sono occhi che brillano di speranza. Fate che nel cuore di ciascuno di Voi si accenda una scintilla e nasca un battito nuovo.
Sprigionate questa energia ed espandetene la bellezza, contagiate tutti, i compagni e anche i vostri meravigliosi insegnanti, portate con voi questa forza. Usatela per cambiare ciò che sembra immutabile.
Non lasciate che la vita vi attraversi: attraversatela voi. Vivetela pienamente e disegnatela con scelte coraggiose e consapevoli; trasformate i sogni in azioni, con orgoglio, con dedizione, con umiltà.
L’intelligenza artificiale certamente sarà una compagna di viaggio, ma nessun algoritmo Vi restituirà la gioia di un risultato raggiunto con impegno e sacrificio. Nessuna tecnologia potrà rigenerare ciò che trascurerete di custodire o di esercitare: una costante vigilanza sulla vostra mente e la vostra interiorità. Amate la scuola. Difendetela. Onoratela, vivetela con rispetto, con pienezza, con amore! Questo luogo Vi appartiene e Voi appartenete a lui.
Che il suono di questa prima campanella scuota il cuore e la mente di ciascuno di Voi e vi ricordi di non arrendevi mai, di credere sempre in voi stessi e nella vostra intelligenza. Fiorella Pagliuca
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Aggiornamento del 14 settembre 2025, ore 17.32 – Il messaggio del vescovo Arturo Aiello - Il pane che incontra la fame - “Settembre, se fosse un momento,/ sarebbe le sei del mattino/ perché custodisce un intento,/ ha l’animo ancora bambino,/ e se fosse un pasto, di certo,/ sarebbe la mia colazione”. Questi versi di Eleonora Orsi, docente, da quando mi sono stati consegnati, all’inizio del mese, hanno preso il posto di “Settembre. Andiamo, è tempo di migrare” di D’Annunzio imparati sui banchi di scuola, versi dolenti, pieni di nostalgia, che descrivono l’inizio della transumanza “in terra d’Abruzzo”. Non so quanto il poeta manierista avesse veramente desiderio di tornare e accompagnare i pastori che “lascian gli stazzi e vanno verso il mare”, in me, invece, nasce una voglia incontenibile di scendere domani per le strade e sorridere ai bambini che tornano a scuola coi zaini colorati incollati alle spalle (dei genitori!) o incoraggiare gli adolescenti che, dinoccolati, muovono pigri verso i plessi scolastici. La poesia di Eleonora Orsi è spumeggiante, racconta la gioia di tornare a scuola, la consapevolezza che, se inizia un nuovo anno scolastico, possiamo ancora sperare nella terra, nel mondo, nella pace: “Che razza di giorno ci attende?/ Settembre e le sue aspettative./ Un popolo che non si arrende./ Settembre è la strofa iniziale,/ l’attacco, l’esordio, la nota,/ lo sparo, la marcia nuziale.” Nel silenzio assordante delle diplomazie che lasciano esplodere droni mortali che distruggono vite e paesi, la Scuola torna a sillabare le parole, a dare valore al parlarsi tra persone, tra popoli, tra generazioni, tra secoli diversi. “Un popolo che non si arrende” è l’esercito di alunni, insegnanti, docenti, genitori e istituzioni che non restano impietriti dalla barbarie, ma tornano a parlare dell’uomo, delle stelle, dei sogni, della pace, della possibile convivenza tra diversità che si danno la mano. Un popolo che riapre la Scuola crede nella cultura, nella civiltà, nel futuro della terra, pone un gesto rivoluzionario. Se avessi accesso al bilancio dello Stato raddoppierei lo stipendio di maestre e docenti perché nel loro servizio di inculturazione e di traduzione rendono un grande servizio all’umanità oggi poco riconosciuto. Salutiamo tutti l’albeggiare di Settembre, celebriamo questo nuovo inizio, l’aprirsi delle aule, dei cuori, delle intelligenze dei nostri giovani: se riapre la scuola c’è ancora speranza! Il prossimo 4 ottobre l’ufficio di pastorale scolastica organizza in città il giubileo del mondo della scuola: sono convocati gli stati generali, sfilerà per la città il popolo di quanti frequentano, lavorano ed hanno a cuore il futuro dell’umanità che vede nelle classi, nei corridoi, nelle lavagne interattive, nei libri, sui banchi, il grande laboratorio del futuro.
Buon anno a docenti ed alunni, a genitori e dirigenti, a piccoli e grandi! La scuola è uno spazio sacro che riapre a settembre. Lascio alla poetessa E. Orsi la chiusa di questo messaggio con gli ultimi versi della sua poesia.
“Non c’è cuore che non si scuota.
Il buio che c’era c’è ancora,
però non detiene il controllo:
siam fatti per altro. L’aurora.
Lo schiudersi. L’alba. Il decollo.”
Benedico il decollo di questo anno scolastico come benedirei il pane che incontra la fame.
+ Arturo Aiello






































