AVELLINO – “Ancora una volta ci tocca registrare un episodio di violenza ai danni di un operatore sanitario della nostra provincia”. L'Ordine dei medici di Avellino non nasconde la sua preoccupazione per l'aggressione subita ieri pomeriggio dal dottore Celestino Basagni mentre era impegnato, come di consueto, ad effettuare visite nell'ambulatorio di chirurgia dell'ospedale Moscati di Avellino.
“Il nostro collega - precisa il presidente dell'Ordine Francesco Sellitto - è stato brutalmente aggredito da un paziente. Immediatamente soccorso e sottoposto alle cure necessarie, gli è stata prescritta una prognosi di 8 giorni. Come Ordine, nell’esprimere la nostra piena solidarietà e vicinanza al collega, sentiamo forte il dovere di denunciare l'ennesimo caso di violenza perpetrato ai danni di chi è impegnato ogni giorno a garantire la migliore assistenza sanitaria possibile alla collettività. L'auspicio - conclude Sellitto - è che siano ulteriormente intensificati i controlli e ogni attività di prevenzione necessari per evitare il ripetersi di certi intolleranti episodi”.
Aggiornamento del 27 marzo 2026, ore 12.51 - Chirurgo aggredito in ambulatorio da un paziente Il dg Perito: «Tolleranza zero. Pronti a costituirci parte civile» - Un nuovo, grave episodio di violenza si è verificato ieri pomeriggio all’interno di un ambulatorio dell’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, dove un medico chirurgo è stato aggredito da un paziente mentre era impegnato nello svolgimento della propria attività. Un fatto inaccettabile, che colpisce non solo il professionista coinvolto, ma l’intera comunità sanitaria e il principio stesso di tutela della salute, fondato sul rispetto reciproco tra operatori e cittadini.
Questa mattina, il direttore generale, Germano Perito, ha immediatamente contattato telefonicamente il chirurgo vittima dell’aggressione per accertarsi delle sue condizioni e per trasmettergli un sentito messaggio di solidarietà e vicinanza a nome di tutta la direzione strategica. Ha quindi avviato gli approfondimenti del caso, procedendo a convocare e ad ascoltare i soggetti direttamente e indirettamente coinvolti, al fine di ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Il manager ha stigmatizzato con fermezza quanto avvenuto: «È un episodio gravissimo e non è più sopportabile che si registrino aggressioni all’interno dell’ospedale. Chi aggredisce un operatore sanitario aggredisce l’intero sistema pubblico e un servizio essenziale per la collettività. La nostra linea è chiara: da ora in poi, tolleranza zero verso ogni forma di violenza».
Nonostante le misure già adottate – dalla presenza del drappello fisso di polizia al potenziamento del servizio di vigilanza e del sistema di videosorveglianza – il ripetersi di atti violenti che non possono essere in alcun modo giustificati ha spinto il management ad assumere una posizione di assoluta intransigenza, perseguendo con determinazione i responsabili in tutte le sedi competenti.
Il direttore generale, pur ribadendo che si continueranno a rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione e sicurezza attraverso l’adozione di ogni iniziativa utile a garantire condizioni di lavoro sicure per i professionisti e a preservare l’integrità e il decoro degli ambienti sanitari, patrimonio della collettività, non usa mezzi termini: «L’Azienda si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario relativo a questo episodio – sottolinea - e lo farà, d’ora in avanti, in ogni circostanza in cui si verifichino aggressioni ai danni del personale o della struttura. A tutti gli operatori garantiamo il massimo supporto: sarà assicurato il patrocinio legale gratuito, come previsto dalla normativa contrattuale vigente, attraverso il nostro ufficio legale. L’Azienda è unita e non è più disposta alla tolleranza».






































